Scuba Cruise vi propone barche al top di categoria per il mercato italiano, dotate di cabine doppie con aria condizionata e bagno privato, ma scegliere una crociera Scuba Cruise significa soprattutto affidarsi a un'organizzazione italiana che segue direttamente la cura delle imbarcazioni, la professionalità e l’esperienza degli equipaggi e la loro grande disponibilità. Gestione italiana vuol dire saper creare l’atmosfera più adatta alle esigenze degli ospiti Italiani, dalla cucina all’organizzazione delle immersioni: Almeno due guide sempre a bordo sono a vostra disposizione per pianificare l’immersione più adatta alle vostre esigenze nella massima sicurezza contando su 2 gommoni di appoggio alla barca e sulla possibilità di utilizzo del Nitrox davvero utile potendo disporre di immersioni ILLIMITATE!

Settembre 2010

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scuba cruise - 12 Aprile 2008 Itinerario Daedalus/Elphinstone - Diario di bordo di Silvia Cerea

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Itinerario

Daedalus

Data

12 Aprile '08 - 19 Aprile '08

Barca

M/y Suzanna

Porti di partenza - arrivo

Port Ghalib - Port Ghalib

Miglia Navigate

155 (287 Chilometri)

Partecipanti

18 Sub

Temperatura Acqua

24/25

Temperatura Aria (all'ombra)

25 - 35

Vento

Leggero o nullo quasi sempre, più forte il penultimo giorno

Condizioni Mare

Calmo - mosso solo il penultimo giorno

Visibilità Acqua

Buona

Corrente

Abbastanza forte da Ovest ma non tale da creare problemi, anzi il giusto per "vedere"

Immersioni Proposte

16 Diurne 2 Notturne

Avvistamenti Particolari

Martelli - Volpe - Longimanus
Cliccare le foto per vederle ingrandite  N.b: le foto dei martelli, unicamente didascaliche, non sono nostre.
Silvia Cerea

L'autrice di questo racconto è una bella brava e simpatica subacquea alla sua seconda crociera con noi. Data la sua preparazione in biologia sia per passione che per mestiere e la sua verve giornalistica le abbiamo chiesto ancora di raccontare la sua esperienza (come già aveva fatto dopo la sua prima venuta, articoletto pubblicato sulla rivista Il Subacqueo di Giugno 2007). Crediamo possa essere un piacevole ricordo per chi c'era e una simpatica panoramica per chi magari vorrebbe esserci in futuro! P.s. troverete questo racconto anche su Mondo Sommerso e Il Subacqueo

DAL DIARIO DI BORDO:

Daedalus, squali e soppressata, di Silvia Cerea

Si sa, la realtà difficilmente riesce ad eguagliare i sogni, eppure, talvolta capita l’esatto opposto, proprio come è successo a me che, a quasi una settimana del rientro a casa, non riesco a pensare a ciò che ho vissuto senza provare stupore e leggerezza. Come è potuto accadere? Bè, se fai rotta verso un faro che sembra galleggiare in mezzo al mare, in compagnia di simpaticissimi svizzeri e bolognesi con al seguito cioccolata, soppressata e parmigiano, aggiungi l’allegria e l’esperienza di due e “animali” da immersione come Danilo e Max, le coccole di un equipaggio delizioso e, ciliegina sulla torta, la presenza di Claudia ed Ermanno, tutto è possibile……anche che la realtà sia più bella di un sogno, che un longimanus si spaventi per un pollo o che le murene siano GM…. 

Con le ossa ancora umide per le settimane di pioggia che hanno preceduto la partenza e le palpebre appiccicate per l’inumana levataccia,  nel primo pomeriggio di sabato 12 aprile, insieme a Riki, amico sub provetto, e al “gruppo svizzero”,  ci “impossessiamo” della Susanna, la confortevole barca che ci porterà nel cuore del Mar Rosso. Ad accoglierci c’è Danilo, una creatura marina dalle sembianze umane (tesi supportata dal fatto che non si toglie la mai la muta stagna, evidentemente non è ben adattato alla vita sulla terraferma…..e, poi, provate a guardarlo sott’acqua: solo gli squali sono capaci di tanta eleganza!) che ci regalerà immersioni da sogno. Poco dopo giungono Ermanno e Max, spumeggiante guida sicula che sebbene porti con sé tutto il calore e l’allegria della sua splendida terra, si dichiara apolide, la sua vera patria è il mondo!

A pomeriggio inoltrato arrivano la bella Claudia e il “gruppo Bolognese” con soppressata al seguito.

L’imbarazzo del primo incontro dura quanto il tempo necessario per sfilarsi le scarpe: non so quale nesso ci sia fra anima e piedi fatto sta, che nell’attimo in cui abbiamo liberato le estremità inferiori, abbiamo alleggerito il cuore e ci siamo trovati ad essere semplicemente 16 persone desiderose di divertirsi e conoscersi.

La crociera inizia con facili immersioni sottocosta di ambientazione, la prima a Shuna Bay , poi è la volta dei magnifici giardini di corallo di Abu Dabab 3 dove effettueremo anche la prima notturna della vacanza, fra crinoidi a bande chiare e scure, delicate meduse che sembrano danzare nel fascio di luce delle torce, grappoli di salpe, pesci pappagallo e palla addormentati ed i lion fish, che sfruttano la temporanea quanto fortuita illuminazione per cacciare.

La mattina seguente, mentre sto ancora sognando pesci di barriera, la sveglia baritonale di Ermanno mi butta giù dal letto. Per nulla conscia, salgo nella dinette, tento di prepararmi un tè ustionandomi i piedi e a malapena mi accorgo che siamo ormeggiati vicino a un faro che galleggia sull’acqua. Non so come riesco ad infilarmi l’attrezzatura e nell’alba ancora lattiginosa mi tuffo nel blu. Davanti a me, in tutta la loro magnificenza si ergono le stupende pareti del Daedalus. Nella prima luce del mattino i colori non sono vivaci ma lo scenario che mi si para davanti agli occhi è comunque mozzafiato. Non incontriamo alcuno squalo ma, in mezzo a tanta bellezza, chi pensa più ai grossi pelagici? Le pareti, incrostate di coralli d’ ogni foggia e dimensione, ospitano una fauna bentonica talmente ricca che ad osservarne i particolari si perde la cognizione del tempo, ma non siamo gli unici a curiosare estasiati: un enorme quanto placido napoleone ci “marca stretto” per l’intera durata dell’immersione! Riemersi dal nostro primo magico assaggio del vasto reef, ci prepariamo per l’impegnativo tuffo sul bendidio che il cuoco ha preparato per colazione. Sazia e felice, mi catapulto su di un materassino del sun deck per riprendere il sonno interrotto: ancora non so che fra poche ore vivrò una delle emozioni più belle della mia “carriera” subacquea……

Daedalus, o Abu el Kizal, situato a 24° 55’ E – 35° 52’ N, raggiunge l’estensione di 400 mq, e altro non è altro che l’estremità superiore di un cratere vulcanico sul quale si è sviluppata la struttura corallina, magnifico esempio della teoria della subsidenza enunciata da Darwin più di un secolo fa! Poiché non emerge dalle acque ed è praticamente situato in mezzo al Mar Rosso (a circa 80 km dalle coste egiziane e 120 da quelle saudite), nella seconda metà dell’ottocento, gli inglesi vi costruirono un faro (in concomitanza con quello delle Brothers) per evitare che le navi lo urtassero, come capitò alla Zealot, uno splendido “spardecked steamer”, ossia una nave a vapore attrezzata con alberi per le vele, lungo 74 metri, che alle 5,49 del 14 ottobre 1887, vi si schiantò affondando (per fortuna senza vittime), sparpagliano il suo prezioso carico di balle, casse e oltre 100 tonnellate di ferro (per un valore totale di circa 25.000 sterline al tempo) fra i 100 e 110 metri di profondità.   

Esattamente 120 anni, 6 mesi, 5 ore e 13 minuti dopo l’affondamento della Zealot, anch’io e Riki affonderemo nel blu rapiti dalla superba visione degli squali martello……Ore 11,02 del 14 aprile 2008: inizia la seconda esplorazione di Daedalus. Questa volta ci immergiamo nel settore ovest (la mattina abbiamo visto l’est). Il sole quasi allo zenith rende vivacissimi ed intensi i colori delle formazioni madreporiche, ma sarà il blu a catturare la nostra attenzione: neanche il tempo di cacciare la testa sotto l’acqua e tre squali martello vengono a salutarci. In men che non si dica ho più adrenalina che sangue e sono letteralmente elettrizzata, schizzo qua e là fra i banchi di fucilieri e le nuvole di castagnole ridossate al reef. Danilo scuote nuovamente lo shaker: altri due martelli stanno spuntando dal blu. E’ estasi mistica e io non so più come ringraziare Poseidone! Ma lo spettacolo non è ancora finito e Danilo addita ancora qualcosa: un po’ più lontani dei precedenti, avanzano con ineguagliabile eleganza almeno 7-8 martelli. Ormai penso di non avere più nulla da chiedere al mare, ma il mare mi vuole fare un altro regalo. Mentre mi abbandono alla piacevole corrente (e pensare che ne avevo paura!) osservando, ancora stordita dalle troppe emozioni, la parete che mi si staglia dinnanzi, sento nuovamente lo shaker: come in trance ruoto lentamente su me stessa e scorgo proprio davanti a me un martello solitario che si avvicina, si avvicina, si avvicina…..ma quanto si avvicina????!!!! Rischio l’arresto cardiaco e per un pelo non ingoio il secondo stadio dell’erogatore! Non riesco a staccargli gli occhi di dosso. Il tempo si dilata ed io fluttuo in un sogno blu e ovattato, dove non esiste più nulla all’infuori di me e della magnifica creatura che avanza. Credevo che ne avrei avuto paura e invece sono  totalmente rapita dalla sua visione, è stupendo, elegante, possente e….buffo allo stesso tempo con quei suoi occhietti collocati all’estremità dell’inconfondibile muso. L’incontro dura pochi attimi, che però a me sembrano infiniti, sono un groviglio di emozioni e sensazioni ma è la gratitudine ciò che provo più intensamente. Si, sono grata al Mare, a questo meraviglioso pianeta nel pianeta che troppo spesso violiamo, maltrattiamo, inquiniamo e che invece ci regala meraviglie inimmaginabili. Osservo il superbo squalo andarsene dopo essere passato a pochissimi metri da noi (ah già, non sono sola!) e guardo i miei compagni di avventura: i loro occhi ridono e sprigionano la mia stessa gioia. Controlliamo i computer: è tempo di risalire, ci attende una lunghissima deco, ma non importa…..sono immersa nella felicità liquida! E così anche se trascorro più di un quarto d’ora sventolando come una bandiera nella corrente, appesa al braccio di Riki a sua volta aggrappato alla sagola del pedagno incastrato nel cordame degli ormeggi di non so quale barca, non importa…..Non vorrei più uscire dall’acqua è tutto così bello qua sotto!

Nelle immersioni successive (in cui avremo modo di osservare ogni angolo e anfratto del reef, esplorando anche settori sud e nord, particolarmente bello quest’ultimo), con grande rammarico di Danilo, non incontreremo più squali martello ma “solo” pinna bianca, volpe e grigi, per non parlare dei banchi di tonni “oversize”, carangidi e barracuda……Persino la dolce Sabina, che ci segue dall’alto facendo snorkelling, ha un incontro ravvicinato con uno squalo di barriera e prudentemente si “infratta” all’interno del vasto zoccolo corallino. Il “gruppo svizzero”, invece, guidato da Max, non vedrà i nostri martelli perché la corrente sospingerà Donato & C. su di un altro versante del reef, ma avranno modo di “rifarsi” il giorno seguente arrivando a contarne ben diciassette!!! Insomma Daedalus sembra non avere più segreti per noi tanto che i briefing per la merenda con soppressata diventano quasi più impegnativi di quelli pre-immersione! Questa sì che è vita! Però….. però, nel carosello di squali incontrati sino ad oggi mancano all’appello i longimanus……E così l’ultima sera in cui siamo ormeggiati vicino al faro costruito sull’acqua, mentre ci godiamo la brezza, qualcuno nota una pinna che fende la superficie scura del mare. Corriamo tutti a poppa: a pochi metri dalla barca un longimanus attorniato da una nuvola di pesci pilota si esibisce in una silenziosa danza che lo avvicina (tanto che ne vediamo distintamente i piccoli occhi) e subito allontana dallo scafo. Sembra minaccioso, con quel suo sguardo vitreo e la piega della bocca all’ingiù, per non parlare della pinna dorsale, che dapprima fa capolino ed in fine si erge in tutta la sua ampiezza rievocando le peggiori sequenze di paura dei vari film “Lo squalo”, ma il nostro  “Longi” è solo un curioso “gigione”, pure un poco esibizionista tanto che si lascia fotografare e riprendere da tutte le angolazioni possibili. Alla fine i longimanus con annessi pilota, diventeranno ben quattro e noi quasi ci stuferemo di guardarli.

All’indomani ci sveglieremo a Elphinstone, altro magnifico reef che si staglia solitario su di un pianoro sabbioso. Faremo solo due immersioni sui plateaux nord perché  il vento indurrà il  bravo comandante a cercare riparo sottocosta. Niente squali ma grosse murene fuori tana, enormi e placidi napoleoni, banchi di azzannatori gialli e, ancora, ovature di ballerine spagnole simili a coccarde rosa, piccoli nudibranchi dai colori sgargianti, ofiure e crinoidi abbarbicati ai rami delle madrepore, alcionari ed enormi ventagli di gorgonie protesi nel blu e, per finire, il “solito” carosello coloratissimo dei pesci di barriera. Alla partenza un gruppo di stenelle giocherà attorno alla barca acclamate da fischi e grida di gioia. Ritorneremo ad Elphinstone per le ultime immersioni della crociera, in cui visiteremo i plateaux sud.

I due giorni più ventosi, invece, li trascorriamo vicino alla costa, esplorando le belle formazioni a pinnacolo di Alnabea ed Abu Dabab 1. I fondali sabbiosi costellati di concrezioni coralline solitarie simili alle guglie della Sagrada Familia, sono il regno dei gasteropodi: lambis, tritoni, turritelle, conus, cipree, tanto per citarne alcuni. Ma simili luoghi offrono anche l’opportunità di osservare i più famosi esempi di associazioni: gli anemoni con i loro temerari pesci pagliaccio, i ghiozzi del genere Amblyeleotris  con gli inseparabili gamberi pistola (Alpheus djeddensis) e, ancora, i delicati gamberetti e labridi pulitori sempre pronti ad offrire i loro preziosi servigi.  Alnabea è anche teatro di un incontro assolutamente memorabile (come memorabile fu la conseguente pinneggiata di fuga!). Danilo, simile ad un’ape impazzita, letteralmente vola su e giù per un alto pinnacolo e infila la testa in ogni pertugio; lo osservo curiosa, finché mi fa cenno di accostarmi. Quando mi affaccio al pertugio indicato, vedo davanti a me, in posizione verticale, una porzione di qualcosa di enorme, qualcosa il cui diametro è pari alla sezione del tronco di un uomo: una murena! Una murena geneticamente modificata, perché con simili dimensioni non può che essere GM! Nel momento in cui realizzo cosa sto osservando mi ritrovo a pinneggiare a tutta birra in direzione opposta all’incredibile creatura. Non c’è che dire questa crociera non è per deboli di cuore!

Purtroppo, però, anche le emozioni e i sogni più belli finiscono e, inevitabilmente, arriva il momento del ritorno e degli addii. Anche se promettiamo di rivederci durante l’anno e di partire ancora tutti insieme con Claudia ed Ermanno per far rotta alle mitiche Brothers, la tristezza scende lieve e silenziosa. Anche ora mentre scrivo sento la nostalgia azzannarmi lo stomaco ma non è così che vi voglio ricordare impareggiabili compagni di avventura, bensì con un pensiero felice: ricordate le parole del dolcissimo Mahmoud, quando con gli occhi lucidi per la commozione si accomiatò da noi? Più o meno suonavano così: non sono i soldi la cosa importante nella vita ma i sorrisi regalati dagli amici

E allora, GRAZIE! Alberto, Alice, Claudia, Corrado, Danilo, Dante, Donato, Enrico, Enzo, Ermanno, Gabriele, Massimiliano, Max, Mattia, Renato, Riki, Sabina, Silvia e Tommaso, grazie di cuore per i sorrisi e l’allegria che mi avete regalato. 

Silvia Cerea

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