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Sabato:
L’aereo da Bologna con gli ospiti è atterrato nel tardo pomeriggio
all’aeroporto di Marsa Alam, pochi minuti ed erano già a bordo alla
marina di Port Ghalib dove li aspettavamo per una crociera verso il
parco marino di Zabargad, sistemazione rapida e poi la cena.
Domenica:
Grazie al fatto di avere avuto il permesso per partire abbastanza presto
e approfittando delle condizioni del mare buono ci siamo messi subito in
navigazione prima ancora della sveglia per la colazione. Sempre
navigando abbiamo fatto il Briefing barca e quello per le immersioni
raggiungendo nel frattempo il Reef di Shab Sharm dove abbiamo fatto la
prima immersione di ambientamento su questo bel reef che si erge dal
blu. Ci siamo potuti permettere questo grazie al fatto che gli ospiti
facevano parte di un unico gruppo di cui conoscevamo già la maggior
parte ed erano comunque tutti, chi più chi meno, esperti. Infatti non ci
sono stati problemi e abbiamo fin da subito incominciato con una bella
immersione lungo la parete e il colorato Plateau di questo gran bel
punto di immersione. Dopo pranzo abbiamo navigato ancora molto arrivando
fino a Dolphin Reef, anche se erano solo le 18 ormai il sole era già
tramontato da una buona mezzora e ci siamo tuffati quindi per una
immersione sul lato Nord Est di questa formazione lunga circa 2 miglia e
che crea a sud una particolare laguna nella quale spesso incontriamo i
delfini. Ci siamo inizialmente lasciati scivolare giù per la parete
esterna, perchè spesso capita di incontrare qualche squaletto in caccia
in questo punto, poi siamo ritornati sul plateau per aggirarci tra i
torrioni ricoperti di alcionari e rientrare alla barca. Grazie al fatto
di aver già guadagnato durante la giornata molte ore di navigazione,
abbiamo potuto cenare con calma e avere il tempo di addormentarci con
tranquillità prima di dover iniziare la navigazione notturna per
raggiungere l’isola di Rocky entro l’alba.
Lunedì:
Ci svegliamo già ormeggiati alla parte Sud di questa piccola isola
disabitata poco distante dalla più famosa Zabargad, anche se le
immersioni più belle della zona si effettuano proprio qui. Il tempo di
un caffé e siamo già sui gommoni per portarci lungo la parete Nord Est,
il mare è appena poco mosso e la corrente quasi assente! Costeggiamo la
parete tenendola sulla destra per rientrare alla barca ormeggiata a sSud,
cerchiamo senza fortuna qualcosa nel blu e poi ci riattacchiamo al reef
per godere di queste particolari formazioni a bastione che offrono
numerose spaccature e anfratti dove oltre ai bellissimi giochi dei Glass
Fish troviamo due piccoli Pinna Bianca che rifugiati in una cavernetta
in attesa di diventare grandi. Dopo colazione ci tuffiamo sempre con i
gommoni di appoggio sull’altro lato, quello Sud Ovest e anche qui
godiamo della bellissima parete, che questa volta abbiamo a sinistra,
per rientrare alla barca anche se una leggera ma fastidiosa corrente che
si è alzata ci costringe a qualche pinneggiata di più. Dopo Pranzo la
corrente è appena più marcata e andiamo quindi ad immergerci nel punto
in cui impatta il Reef sperando di trovare qualche predatore in caccia.
I pesci che guizzano veloci ci fanno subito sperare, le condizioni sono
quelle giuste, siamo anche leggermente in ombra, un bel banco di
tonnetti ci nuota intorno incuriosito dalle nostre bolle ma non
riusciamo a scorgere altro. Sospinti dalla leggera corrente ci lasciamo
portare lungo il colorato reef in luce per poi farci recuperare dai
gommoni sul versante Sud Ovest. La cena chiude la giornata perchè qui
non è consentito dai regolamenti effettuare notturne.
Martedì:
Facciamo ancora un tuffo prima di colazione sul lato Nord Est di questa
bella formazione e poi ci spostiamo a Zabargad che, essendo un’isola
molto più grande, offre una diversa tipologia di ambiente,
caratterizzato da una grande e bellissima laguna con un coloratissimo
giardino di corallo sovrastato dal monte caratteristico, all’interno si
trovano le miniere ormai abbandonate di Olivina, una pietra considerata
preziosa nell’antichità ma ai nostri tempi non più estratta, sembra che
il termine Topazio derivi proprio da questa pietra conosciuta
nell’antichità con questo nome derivante dall’area di estrazione e che
poi con il tempo si sia esteso alle pietre dure in generale, in lingua
locale è chiamata zabargad da cui l’isola prende il nome. La formazione
madreporica che delimita la turchese laguna è davvero bella e molto
concrezionata di alcionari per i primi 15 metri per poi lasciare spazio
alla caduta nel blu molto meno interessante. I colori stupendi della
laguna e il fatto che ci sia unicamente la nostra barca qui rende il
tutto particolarmente suggestivo e molti non resistono alla tentazione
di una snorkelata in questo paradiso. L’immersione la svolgiamo
praticamente nelle vicinanze della barca ormeggiata sopra bellissimi
blocchi di corallo interamente ricoperti di alcionari e gorgonie rosse.
Dopo pranzo approfittando della leggera corrente che arriva da Est ci
facciamo portare dai gommoni fino all’angolo della parete Est per poi
rientrare lungo quella Sud fino alla barca. Durante il primo tratto
veniamo portati dolcemente dalla corrente senza bisogno neanche di
muovere le pinne, sorvoliamo il drop off con l’occhio che si allunga nel
blu ma senza perderci i bellissimi blocchi colorati di corallo tra i
quali ci aggiriamo. Zabargad così come Rocky si confermano luoghi di
immersione particolarmente suggestivi per le formazioni madreporiche
ricoperte di alcionari molto variegate che esplodono di vita,
specialmente quelle rivolte a Sud e quindi più esposte al sole, con
l’acqua sempre limpida che non ne ostacola l’arrivo in profondità
permettendo così sia la formazione che la vista di una esplosione di
vita davvero particolare. Il fatto poi che siano poche le barche ad
aggirarsi tra queste formazioni rende il tutto molto speciale ma, a
differenza di anni addietro e senza un motivo conosciuto, mancano i
grossi pelagici che ci si aspetterebbe di incontrare in un luogo simile.
Dopo l’immersione ci mettiamo in navigazione per raggiungere latitudini
più settentrionali e ci fermiamo all’isola si Sirnaka per una piacevole
e rilassante notturna, dopo cena ancora navigazione sempre più verso
Nord.
Mercoledì:
Ci svegliamo sul reef di Maksur, possiamo fare solo un’immersione per
non perdere Sha’b Claudio e scegliamo il plateau sud, più ricco di
colore e più illuminato rispetto a quello Nord che da il nome al reef
con la sua scenografica spaccatura (da cui in lingua locale Maksur) che
comunque è fondo, oltre i 50 metri. Un po’ di corrente che arriva da
Nord Est ci costringe a qualche pedalata in più ma il colore è davvero
appagante specialmente quello dei tre pinnacoli che sono proprio sotto
alla barca. Un paio di barchesono già arrivate e altre sono in arrivo,
ormai abbiamo lasciato la splendida solitudine del parco di Zabargad e
perciò entriamo in acqua prestissimo per goderci il più possibile in
solitudine questa meraviglia. Dopo colazione ci immergiamo a Sha’b
Claudio dove nel frattempo ci siamo spostati, la sua meritatissima fama
di luogo incantato la deve alla formazione di coloratissimo corallo duro
che si erge su un fondo sabbioso riflettente la luce del sole che in
condizione di acqua limpida rende tutto ancora più unico. Ma a questo
spettacolo si aggiunge il fatto che la parte più vecchia della
formazione con il tempo si è disgregata lasciando ampie cavità al suo
interno che formano cameroni tunnel e corridoi che portano alla
bellissima “cattedrale”, una cavità centrale molto ampia, la luce filtra
quasi dappertutto grazie alle spaccature in alto, noi ormai ne
conosciamo ogni meandro e possiamo attraversare quasi tutta questa
formazione passando da un camerone all’altro a volte passando per
angustie strettoie, ma la luce filtra quasi sempre ed è impossibile
perdersi, chicca finale un passaggio tra torrioni di corallo
coloratissimo con alcune vaste comunità di anemoni. Dopo pranzo si
naviga ancora per raggiungere Sha’b el Gadir una formazione affiorante
su un fondale di 15 metri ideale per una notturna dove troveremo una
miriadi di ricci matita e alcune ballerine spagnole.
Giovedì:
abbiamo navigato ancora parte della notte perchè la voglia di
Elphinstone era tanta anche perchè li la settimana scorsa abbiamo
rivisto i nostri amici Longimanus che da mesi ci mancavano e in questi
giorni nonostante i posti bellissimi e colorati i grossi predatori ci
sono mancati. Mi sveglio eccitato senza traccia del torpore che mi aveva
preso nei giorni scorsi per mancanza di adrenalina, Elphinstone,
Longimanus o non Longimanus, mi fa sempre questo effetto, le immersioni
qui sono raramente noiose, corrente, mare, colori, profondità e “bestie
feroci” rendono quasi ogni immersione indimenticabile, peccato che
oramai lo sappiano quasi tutti e qui si raduni il mondo! Il mare è calmo
cosi come lo è stato quasi tutta la settimana ma una corrente abbastanza
fortina da Sud a Nord rende l’ancoraggio molto difficile, anzi
impossibile proprio perchè la mancanza di vento non tiene la barca in
tensione sulle cime agganciate alla parte affiorante del reef e la
corrente tende a spingere la barca sul reef. Dopo un po’ di manovre
troviamo una posizione accettabile e trasbordiamo sui gommoni per
portarci a Sud della parete Est iniziando da li una passeggiata sospinti
dalla corrente fino al plateau Nord, la sveglia l’avevo data alle 5:15,
per scendere in acqua prima di tutti, ci riusciamo ugualmente anche se
le manovre della barca ci hanno fatto perdere un po’ di tempo. Il mare
continua a rimanere tranquillo cosi facciamo colazione e poi, rilassati
sui materassini del sundeck, ci godiamo lo spettacolo offerto dai sub
delle altre barche nel momento in cui tornano in superficie tra la
corrente e un gruppetto di Longimanus che si aggira tra le barche.
Alcune scene sono davvero gustose, qui alcuni si aggrappano in fila a
una cima tesa tra una barca e il reef come panni appesi ad asciugare, la
altri due isolati e un po’ impressionati gesticolano gridando “Shark
Shark” , sono a tiro di voce e gli urlo di non preoccuparsi ma di
attendere tranquillamente l’arrivo del gommone assicurandoli che, almeno
per ora, nessuno è ancora stato addentato, le loro facce non cambiano di
molto ma almeno il mio dovere l’ho fatto! Le pinne dorsali bordate di
bianco di questi bellissimi ed eleganti squali di tanto in tanto
affiorano dalla superficie, è dall’alba che si aggirano qui sotto alle
barche probabilmente contando su qualche avanzo di cucina che di tanto
in tanto gli arriva, il primo ad avvistarli è stato il marinaio
incaricato di fissare le cime al Reef. A stento ci tratteniamo fino al
momento del secondo tuffo, c’è anche la irresistibile tentazione di
attraversare l’arco che è quasi proprio sotto la nostra barca. Il
briefing ufficiale prevede come obiettivo il Plateau Sud per poi finire
l’immersione sotto alla barca a gustarsi i passaggi degli “Oceanic White
Tips” come li chiamano gli anglofoni, descritti in alcuni testi tra i 5
Squali più pericolosi al mondo, noi non siamo mai stati testimoni di
attacchi certo però che se non possiamo dire che siano aggressivi
comunque non sono timidi, non conosco nessuna altra specie qui che
dimostri di non temerci per niente arrivando spesso e volentieri al
contatto con noi, io continuo a sperare che tutto vada sempre bene! Come
quasi sempre accade qualcuno non resiste al fascino dell’arco e
(Lasciato il compito delle guide ufficiali a Susanna e Mimmo) mi offro
di guidare i più profondisti al passaggio, dal momento che qualcuno ci
andrà comunque ugualmente preferisco essere della partita e poi devo
ammettere che è sempre un piacere, mi ritornano alla mente le emozioni
provate la prima volta quando, gironzolando a caso con Claudia, ce lo
trovammo davanti all’improvviso, ricordo che le chiesi emozionato se
attraversarlo, (si vedeva bene che non presentava ostacoli ma c’era pur
sempre l’impatto della prima volta ed eravamo già oltre i 50 metri ) e
lei mi ha detto si senza esitare. La terza immersione a Elphinstone è la
più bella, le altre barche se ne sono andate, siamo soli, il sole è
basso sull’orizzonte, i pesci sono in fermento, ci facciamo portare dai
gommoni sul plateau Nord anche se molti temono la corrente che porta
verso nord e non si fidano delle mie previsioni rassicuranti. I colori
con la luce soffusa del tramonto danno il meglio di se, il plateau, la
parete Ovest lungo la quale rientriamo, tutto è bellissimo, emoziona
anche me e al ritorno in barca parliamo per ore delle emozioni provate
riuniti intorno al tavolo con al centro la “soppressata” che, come in
tutti i pomerigg,i Dante ha organizzato. Dante ufficialmente è un ospite
ma, essendoci già venuto a trovare davvero tante volte, è ormai per noi
dell’equipaggio di casa, lui come le sue leccornie che porta ogni volta
e che ci fanno immancabilmente riunire per le merende postimmersione.
Per la notturna ci spostiamo ad AbuDabbab con la preoccupazione del
comandante che è costretto a trovare l’ormeggio completamente al buio
cercando di evitare gli insidiosi pinnacoli affioranti ma Elphinstone
fatto cosi’ valeva davvero la pena di correre qualche rischio in più! La
notturna ad Abudabbab 4 conclude la giornata.
Venerdi:
Ci svegliamo un po’ più tardi del solito perchè la giornata oggi si
concluderà con il rientro e non potremo comunque fare più di due
immersioni quindi dormiamo un po’ di più aspettando una luce migliore
per gustarci appieno i miei amatissimi giardini di corallo. Oggi si è
alzato un discreto vento che forma subito onde piuttosto alte, le altre
barche sgombrano la zona per andare nuovamente a Elphinstone, noi che
non amiamo fare le pecore abbiamo preferito farne una in più ieri li
senza le altre barche (e infatti è stata un immersione davvero
memorabile) e oggi essere qui da soli a goderci questo paradiso.
Formazioni colorate inframezzate da altre parti in disgregazione in cui
aggirarci tra spaccature, passaggi e cavernette, mi fa piacere anche
ritrovare tutto sommato in buone condizioni quello che ormai considero
il nostro amico, un grosso barracuda ferito che da mesi si aggira tra
queste acque riparate proprio a causa della sua menomazione. Anche il
bellissimo anemone rosso raccoglie sempre ammirazione e qualche scatto!
Dopo colazione navighiamo ballando un po’ a causa del mare ingrossato,
ottima occasione per i più scalmanati della compagnia di divertirsi sul
pulpito a prua tra salti e scrosci d’acqua. Arriviamo alla baia di Shona
in cerca del Dugongo che però questa settimana non riusciamo a scorgere
ne in immersione ne fuori e poi, al tramonto, verso le 17 rientriamo
alla marina di Ghaleb, anche questa settimana di immersioni purtroppo è
già finita, un po’ di shopping nei negozi della marina conclude la
giornata.
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