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14 OTTOBRE 2006 Itinerario Zabargad Elphinstone - Diario di bordo di Ermanno Grassi

Itinerario

Zabargad + Elphinstone

Data

14 Ottobre - 21 Ottobre 2006

Barca

M/y Horizon

Porto di Partenza

Port Ghalib

Porto di Arrivo

Port Ghalib

Partecipanti

20 Sub

Temperatura Acqua

29/30

Temperatura Aria

25 - 35

Vento

Fresco o leggero quasi sempre, più forte l'ultimo giorno

Condizioni Mare

Quasi sempre tranquillo, mosso l'ultimo giorno

Visibilità Acqua

Buona
IN BREVE:  Siamo partiti da Port Ghalib per una crociera al parco marino di Zabargad la mitica isola famosa nell'antichità per le sue miniere di Olivine al giorno d'oggi chiuse perchè non redditizie, le immersioni li sono caratterizzate da tanto colore e pochissime altre imbarcazioni ma da tempo nonostante la situazione ideale non facciamo avvistamenti importanti li e questo delude un po'. Meno male però che a Elphinstone sono tornati i Longimanus che sono sempre un bellissimo spettacolo. Alla crociera ha partecipato un gruppo intero precostituito. La navigazione è stata tranquilla, il vento leggero non ha creato problemi se non l'ultimo giorno per l'ultima navigazione di due ore di rientro alla marina. L'acqua continua a essere piacevolmente calda mai sotto i 29 gradi.
PARTECIPANTI:  Camilla - Daniele - Dante - Oscar - Ivo - Nicola - Alessandro - Gianni - Enrico - Giorgio - Sandro - Massimo - Franco Paola - Mario - Marzia - Cinzia - Enrico - Franca - Giovanni
LINK AI PARTECIPANTIwww.mantaclub.it - goldfish@email.it - dante.castenetto@virgilio.it
ZABARGAD
Vista dalla spiaggetta della vicina Rocky
GUIDE
Ermanno
Susanna
Mimmo
BARCA
M/y Horizon
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COMMENTI DEGLI OSPITI:  Se vuoi leggere i commenti lasciati sul libro di bordo clicca sull'immagine che si ingrandirà

Sabato: L’aereo da Bologna con gli ospiti è atterrato nel tardo pomeriggio all’aeroporto di Marsa Alam, pochi minuti ed erano già a bordo alla marina di Port Ghalib dove li aspettavamo per una crociera verso il parco marino di Zabargad, sistemazione rapida e poi la cena.

Domenica: Grazie al fatto di avere avuto il permesso per partire abbastanza presto e approfittando delle condizioni del mare buono ci siamo messi subito in navigazione prima ancora della sveglia per la colazione. Sempre navigando abbiamo fatto il Briefing barca e quello per le immersioni raggiungendo nel frattempo il Reef di Shab Sharm dove abbiamo fatto la prima immersione di ambientamento su questo bel reef che si erge dal blu. Ci siamo potuti permettere questo grazie al fatto che gli ospiti facevano parte di un unico gruppo di cui conoscevamo già la maggior parte ed erano comunque tutti, chi più chi meno, esperti. Infatti non ci sono stati problemi e abbiamo fin da subito incominciato con una bella immersione lungo la parete e il colorato Plateau di questo gran bel punto di immersione. Dopo pranzo abbiamo navigato ancora molto arrivando fino a Dolphin Reef, anche se erano solo le 18 ormai il sole era già tramontato da una buona mezzora e ci siamo tuffati quindi per una immersione sul lato Nord Est di questa formazione lunga circa 2 miglia e che crea a sud una particolare laguna nella quale spesso incontriamo i delfini. Ci siamo inizialmente lasciati scivolare giù per la parete esterna, perchè spesso capita di incontrare qualche squaletto in caccia in questo punto, poi siamo ritornati sul plateau per aggirarci tra i torrioni ricoperti di alcionari e rientrare alla barca. Grazie al fatto di aver già guadagnato durante la giornata molte ore di navigazione, abbiamo potuto cenare con calma e avere il tempo di addormentarci con tranquillità prima di dover iniziare la navigazione notturna per raggiungere l’isola di Rocky entro l’alba.

Lunedì: Ci svegliamo già ormeggiati alla parte Sud di questa piccola isola disabitata poco distante dalla più famosa Zabargad, anche se le immersioni più belle della zona si effettuano proprio qui. Il tempo di un caffé e siamo già sui gommoni per portarci lungo la parete Nord Est, il mare è appena poco mosso e la corrente quasi assente! Costeggiamo la parete tenendola sulla destra per rientrare alla barca ormeggiata a sSud, cerchiamo senza fortuna qualcosa nel blu e poi ci riattacchiamo al reef per godere di queste particolari formazioni a bastione che offrono numerose spaccature e anfratti dove oltre ai bellissimi giochi dei Glass Fish troviamo due piccoli Pinna Bianca che rifugiati in una cavernetta in attesa di diventare grandi. Dopo colazione ci tuffiamo sempre con i gommoni di appoggio sull’altro lato, quello Sud Ovest e anche qui godiamo della bellissima parete, che questa volta abbiamo a sinistra, per rientrare alla barca anche se una leggera ma fastidiosa corrente che si è alzata ci costringe a qualche pinneggiata di più. Dopo Pranzo la corrente è appena più marcata e andiamo quindi ad immergerci nel punto in cui impatta il Reef sperando di trovare qualche predatore in caccia. I pesci che guizzano veloci ci fanno subito sperare, le condizioni sono quelle giuste, siamo anche leggermente in ombra, un bel banco di tonnetti ci nuota intorno incuriosito dalle nostre bolle ma non riusciamo a scorgere altro. Sospinti dalla leggera corrente ci lasciamo portare lungo il colorato reef in luce per poi farci recuperare dai gommoni sul versante Sud Ovest. La cena chiude la giornata perchè qui non è consentito dai regolamenti effettuare notturne.

Martedì: Facciamo ancora un tuffo prima di colazione sul lato Nord Est di questa bella formazione e poi ci spostiamo a Zabargad che, essendo un’isola molto più grande, offre una diversa tipologia di ambiente, caratterizzato da una grande e bellissima laguna con un coloratissimo giardino di corallo sovrastato dal monte caratteristico, all’interno si trovano le miniere ormai abbandonate di Olivina, una pietra considerata preziosa nell’antichità ma ai nostri tempi non più estratta, sembra che il termine Topazio derivi proprio da questa pietra conosciuta nell’antichità con questo nome derivante dall’area di estrazione e che poi con il tempo si sia esteso alle pietre dure in generale, in lingua locale è chiamata zabargad da cui l’isola prende il nome. La formazione madreporica che delimita la turchese laguna è davvero bella e molto concrezionata di alcionari per i primi 15 metri per poi lasciare spazio alla caduta nel blu molto meno interessante. I colori stupendi della laguna e il fatto che ci sia unicamente la nostra barca qui rende il tutto particolarmente suggestivo e molti non resistono alla tentazione di una snorkelata in questo paradiso. L’immersione la svolgiamo praticamente nelle vicinanze della barca ormeggiata sopra bellissimi blocchi di corallo interamente ricoperti di alcionari e gorgonie rosse. Dopo pranzo approfittando della leggera corrente che arriva da Est ci facciamo portare dai gommoni fino all’angolo della parete Est per poi rientrare lungo quella Sud fino alla barca. Durante il primo tratto veniamo portati dolcemente dalla corrente senza bisogno neanche di muovere le pinne, sorvoliamo il drop off con l’occhio che si allunga nel blu ma senza perderci i bellissimi blocchi colorati di corallo tra i quali ci aggiriamo. Zabargad così come Rocky si confermano luoghi di immersione particolarmente suggestivi per le formazioni madreporiche ricoperte di alcionari molto variegate che esplodono di vita, specialmente quelle rivolte a Sud e quindi più esposte al sole, con l’acqua sempre limpida che non ne ostacola l’arrivo in profondità permettendo così sia la formazione che la vista di una esplosione di vita davvero particolare. Il fatto poi che siano poche le barche ad aggirarsi tra queste formazioni rende il tutto molto speciale ma, a differenza di anni addietro e senza un motivo conosciuto, mancano i grossi pelagici che ci si aspetterebbe di incontrare in un luogo simile. Dopo l’immersione ci mettiamo in navigazione per raggiungere latitudini più settentrionali e ci fermiamo all’isola si Sirnaka per una piacevole e rilassante notturna, dopo cena ancora navigazione sempre più verso Nord.

Mercoledì: Ci svegliamo sul reef di Maksur, possiamo fare solo un’immersione per non perdere Sha’b Claudio e scegliamo il plateau sud, più ricco di colore e più illuminato rispetto a quello Nord che da il nome al reef con la sua scenografica spaccatura (da cui in lingua locale Maksur) che comunque è fondo, oltre i 50 metri. Un po’ di corrente che arriva da Nord Est ci costringe a qualche pedalata in più ma il colore è davvero appagante specialmente quello dei tre pinnacoli che sono proprio sotto alla barca. Un paio di barchesono già arrivate e altre sono in arrivo, ormai abbiamo lasciato la splendida solitudine del parco di Zabargad e perciò entriamo in acqua prestissimo per goderci il più possibile in solitudine questa meraviglia. Dopo colazione ci immergiamo a Sha’b Claudio dove nel frattempo ci siamo spostati, la sua meritatissima fama di luogo incantato la deve alla formazione di coloratissimo corallo duro che si erge su un fondo sabbioso riflettente la luce del sole che in condizione di acqua limpida rende tutto ancora più unico. Ma a questo spettacolo si aggiunge il fatto che la parte più vecchia della formazione con il tempo si è disgregata lasciando ampie cavità al suo interno che formano cameroni tunnel e corridoi che portano alla bellissima “cattedrale”, una cavità centrale molto ampia, la luce filtra quasi dappertutto grazie alle spaccature in alto, noi ormai ne conosciamo ogni meandro e possiamo attraversare quasi tutta questa formazione passando da un camerone all’altro a volte passando per angustie strettoie, ma la luce filtra quasi sempre ed è impossibile perdersi, chicca finale un passaggio tra torrioni di corallo coloratissimo con alcune vaste comunità di anemoni. Dopo pranzo si naviga ancora per raggiungere Sha’b el Gadir una formazione affiorante su un fondale di 15 metri ideale per una notturna dove troveremo una miriadi di ricci matita e alcune ballerine spagnole.

Giovedì: abbiamo navigato ancora parte della notte perchè la voglia di Elphinstone era tanta anche perchè li la settimana scorsa abbiamo rivisto i nostri amici Longimanus che da mesi ci mancavano e in questi giorni nonostante i posti bellissimi e colorati i grossi predatori ci sono mancati. Mi sveglio eccitato senza traccia del torpore che mi aveva preso nei giorni scorsi per mancanza di adrenalina, Elphinstone, Longimanus o non Longimanus, mi fa sempre questo effetto, le immersioni qui sono raramente noiose, corrente, mare, colori, profondità e “bestie feroci” rendono quasi ogni immersione indimenticabile, peccato che oramai lo sappiano quasi tutti e qui si raduni il mondo! Il mare è calmo cosi come lo è stato quasi tutta la settimana ma una corrente abbastanza fortina da Sud a Nord rende l’ancoraggio molto difficile, anzi impossibile proprio perchè la mancanza di vento non tiene la barca in tensione sulle cime agganciate alla parte affiorante del reef e la corrente tende a spingere la barca sul reef. Dopo un po’ di manovre troviamo una posizione accettabile e trasbordiamo sui gommoni per portarci a Sud della parete Est iniziando da li una passeggiata sospinti dalla corrente fino al plateau Nord, la sveglia l’avevo data alle 5:15, per scendere in acqua prima di tutti, ci riusciamo ugualmente anche se le manovre della barca ci hanno fatto perdere un po’ di tempo. Il mare continua a rimanere tranquillo cosi facciamo colazione e poi, rilassati sui materassini del sundeck, ci godiamo lo spettacolo offerto dai sub delle altre barche nel momento in cui tornano in superficie tra la corrente e un gruppetto di Longimanus che si aggira tra le barche. Alcune scene sono davvero gustose, qui alcuni si aggrappano in fila a una cima tesa tra una barca e il reef come panni appesi ad asciugare, la altri due isolati e un po’ impressionati gesticolano gridando “Shark Shark” , sono a tiro di voce e gli urlo di non preoccuparsi ma di attendere tranquillamente l’arrivo del gommone assicurandoli che, almeno per ora, nessuno è ancora stato addentato, le loro facce non cambiano di molto ma almeno il mio dovere l’ho fatto! Le pinne dorsali bordate di bianco di questi bellissimi ed eleganti squali di tanto in tanto affiorano dalla superficie, è dall’alba che si aggirano qui sotto alle barche probabilmente contando su qualche avanzo di cucina che di tanto in tanto gli arriva, il primo ad avvistarli è stato il marinaio incaricato di fissare le cime al Reef. A stento ci tratteniamo fino al momento del secondo tuffo, c’è anche la irresistibile tentazione di attraversare l’arco che è quasi proprio sotto la nostra barca. Il briefing ufficiale prevede come obiettivo il Plateau Sud per poi finire l’immersione sotto alla barca a gustarsi i passaggi degli “Oceanic White Tips” come li chiamano gli anglofoni, descritti in alcuni testi tra i 5 Squali più pericolosi al mondo, noi non siamo mai stati testimoni di attacchi certo però che se non possiamo dire che siano aggressivi comunque non sono timidi, non conosco nessuna altra specie qui che dimostri di non temerci per niente arrivando spesso e volentieri al contatto con noi, io continuo a sperare che tutto vada sempre bene! Come quasi sempre accade qualcuno non resiste al fascino dell’arco e (Lasciato il compito delle guide ufficiali a Susanna e Mimmo) mi offro di guidare i più profondisti al passaggio, dal momento che qualcuno ci andrà comunque ugualmente preferisco essere della partita e poi devo ammettere che è sempre un piacere, mi ritornano alla mente le emozioni provate la prima volta quando, gironzolando a caso con Claudia, ce lo trovammo davanti all’improvviso, ricordo che le chiesi emozionato se attraversarlo, (si vedeva bene che non presentava ostacoli ma c’era pur sempre l’impatto della prima volta ed eravamo già oltre i 50 metri ) e lei mi ha detto si senza esitare. La terza immersione a Elphinstone è la più bella, le altre barche se ne sono andate, siamo soli, il sole è basso sull’orizzonte, i pesci sono in fermento, ci facciamo portare dai gommoni sul plateau Nord anche se molti temono la corrente che porta verso nord e non si fidano delle mie previsioni rassicuranti. I colori con la luce soffusa del tramonto danno il meglio di se, il plateau, la parete Ovest lungo la quale rientriamo, tutto è bellissimo, emoziona anche me e al ritorno in barca parliamo per ore delle emozioni provate riuniti intorno al tavolo con al centro la “soppressata” che, come in tutti i pomerigg,i Dante ha organizzato. Dante ufficialmente è un ospite ma, essendoci già venuto a trovare davvero tante volte, è ormai per noi dell’equipaggio di casa, lui come le sue leccornie che porta ogni volta e che ci fanno immancabilmente riunire per le merende postimmersione. Per la notturna ci spostiamo ad AbuDabbab con la preoccupazione del comandante che è costretto a trovare l’ormeggio completamente al buio cercando di evitare gli insidiosi pinnacoli affioranti ma Elphinstone fatto cosi’ valeva davvero la pena di correre qualche rischio in più! La notturna ad Abudabbab 4 conclude la giornata.

Venerdi: Ci svegliamo un po’ più tardi del solito perchè la giornata oggi si concluderà con il rientro e non potremo comunque fare più di due immersioni quindi dormiamo un po’ di più aspettando una luce migliore per gustarci appieno i miei amatissimi giardini di corallo. Oggi si è alzato un discreto vento che forma subito onde piuttosto alte, le altre barche sgombrano la zona per andare nuovamente a Elphinstone, noi che non amiamo fare le pecore abbiamo preferito farne una in più ieri li senza le altre barche (e infatti è stata un immersione davvero memorabile) e oggi essere qui da soli a goderci questo paradiso. Formazioni colorate inframezzate da altre parti in disgregazione in cui aggirarci tra spaccature, passaggi e cavernette, mi fa piacere anche ritrovare tutto sommato in buone condizioni quello che ormai considero il nostro amico, un grosso barracuda ferito che da mesi si aggira tra queste acque riparate proprio a causa della sua menomazione. Anche il bellissimo anemone rosso raccoglie sempre ammirazione e qualche scatto! Dopo colazione navighiamo ballando un po’ a causa del mare ingrossato, ottima occasione per i più scalmanati della compagnia di divertirsi sul pulpito a prua tra salti e scrosci d’acqua. Arriviamo alla baia di Shona in cerca del Dugongo che però questa settimana non riusciamo a scorgere ne in immersione ne fuori e poi, al tramonto, verso le 17 rientriamo alla marina di Ghaleb, anche questa settimana di immersioni purtroppo è già finita, un po’ di shopping nei negozi della marina conclude la giornata.

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