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Sabato:
Questa settimana partiamo da Port Ghalib perché la meta della nostra
crociera è la mitica Zabargad che è l’isola più a sud, vicino il confine
con il Sudan, di quelle facenti parte del parco marino Egiziano.
L’arrivo degli ospiti avviene a notte inoltrata, meno male che
l’aeroporto dista solo 3 Km dal porto d’imbarco, in pochi minuti tutti
sono a bordo e la frenesia da immersione fa si che, nonostante l’ora
tardissima, tutti montino l’attrezzatura scegliendosi il posto preferito
sulle panche che ospiteranno poi per tutta la settimana le nostre
attrezzature.
Domenica:
Lasciato il porto di buon’ora consumiamo la colazione in navigazione
date le ottime condizioni del mare, come di consueto dirigiamo su un
sito di immersione che ci consenta una colorata ma tranquilla immersione
di ambientamento dove poter riprendere confidenza con l’acqua per chi
non ne ha e verificare la pesata che considero punto molto importante
per una piacevole immersione. Scegliamo Abu Dabbab 4 dove un incontro
con una paciosa tartaruga rende l’immersione ancora più carina. Dopo
pranzo dirigiamo su Sha’b Sharm un reef che in passato mi ha regalato
avvistamenti eccezionali dallo squalo balena alle mante ai martello per
non parlare dei grigi, sale dal blu con un delizioso plateau che parte
dai 17 accompagnando fino al drop off dei 30 metri, ci mettiamo qualche
ora per arrivare e le giornate ormai corte ci regalano un’immersione
all’imbrunire con tantissimo pesce in movimento. Un grosso banco di
barracuda è l’incontro più emozionante, all’estremità nord si apre una
spaccatura con una grotta che si apre a 50 metri dove si favoleggia di
avvistamenti di squali che riposano ma siccome in tutti questi anni non
ne ho mai visto uno, e comunque è solo il primo giorno e molti devono
ancora ambientarsi la lasciamo perdere. A fine immersioni ci mettiamo in
navigazione per la zona di Zabargad
Lunedì:
Arrivati circa alle tre del mattino abbiamo tempo di riposare ancora un
po’ ma la navigazione grazie al mare calmo è stata tranquillissima, alle
5:30 suona la sveglia, il Briefing per le sei. Il Mare è ancora quasi
calmo e la nostra uscita con il gommone per immergerci è tranquilla,
raggiungiamo la punta Nord Ovest tra un branco di Delfini che ci
accompagna e scendiamo in direzione della barca passando per la colorata
parete Sud. Poca corrente, quindi immersione tranquillissima e senza
fatica (prendiamo anche a favore la poca che c’è) ma anche poco pesce
grosso e qualcuno resta deluso, invidiando quelli dell’altro gruppo che
almeno due squaletti li hanno visti. Come ho detto nel briefing
preimmersione la peculiarità del Mar Rosso Egiziano è il suo colore, la
sua vita bentonica ed endemica unica al mondo, di questo bisogna godere
al massimo qui, poi se arriva anche un bello e grosso esemplare di vita
marina siamo tutti felici (e questo è uno degli itinerari dove è più
possibile incontrarli) ma deve essere considerato come una ciliegina
sulla torta e non come unico scopo di immersione, ci sono altri mari che
offrono questo che anche se non possono contare sul colore. Dopo aver
fatto colazione la seconda immersione la prevediamo sul lato Nord Est,
ancora le Stenelle attorniano il gommone accompagnandoci mentre ci
dirigiamo sul punto di immersione, c’è ancora meno correntedi questa
mattina, scendiamo e subito un bel banco di pascetti ci segnala la
posizione giusta per vedere qualche squaletto, in effetti passa un
grigio ma molto in fondo, l’acqua è ancora troppo calda per vederli più
alti! Seguiamo la parete verso l’alto molto colorata fino ad arrivare
all’angolo sud e ci allontaniamo un pochino dal reef per vedere alcuni
grossi barracuda e cercare di incontrare i delfini sott’acqua. Non è
così e allora concludiamo l’immersione sulle grottine intorno ai 10
metri affollatissime di alcionari dove incontriamo anche un piccolo
pinna bianca che si rifugia all’interno. Il pomeriggio dopo pranzo ci
dedichiamo completamente alla coloratissima parete sud, aggirare i
torrioni madreporici che scendono in acqua è un vero spasso, le grottine
concrezionate di colorati alcionari molli, rosse gorgoniette (quelle
bellissime con i polipi gialli) e anche tanto nero sono davvero
scenografiche e emozionanti, torniamo a cercare il nostro piccolo amico
pinna bianca e lo troviamo ancora in quella che considera evidentemente
casa sua, ha anche un amico in visita e ci fanno un po’ di show
girandoci intorno inquietati dalla nostra presenza anche se noi facciamo
di tutto per non disturbare troppo e evidentemente ci riusciamo perché
pur se inquieti non lo sono troppo da lasciare il loro rifugio. Le
notturne qui ai parchi non si possono fare perciò cena presto poi un bel
film e dopo subito a letto per prepararsi alla nuova impegnativa
giornata!
Martedì:
Facciamo ancora la prima immersione a Roky, sul punto più colorato,
l’angolo Sud Est scendendo un pochino più a monte della probabile
leggera corrente, primo pezzo un po’ monotono perché non facciamo gli
sperati grandi incontri ma poi inizia il colore che è stupendo anche
perché miriadi di pesciolini inseguiti dai voraci carangidi compongono
figure in acqua bellissime simili alle esplosioni dei fuochi
artificiali, continuamente si raggruppano a bomba, per poi tornare a
separarsi come esplodendo e spesso avvolgendoci in pieno, un vero
spettacolo! Dopo colazione ci spostiamo sull’ isola di Zabargad distante
circa 3 miglia. Già avvicinandosi rimaniamo tutti estasiati dalla
bellezza dei suoi colori, la laguna turchese prospiciente il suo monte
lascia senza fiato anche se sappiamo che è bella solo da fuori acqua
infatti il suo bel colore è dato dalla chiara sabbia corallina del suo
fondale, a sua delimitazione la formazione corallina è davvero molto
bella, osservandola scorgiamo un’Aquila di mare che nuota a pelo d’acqua
in cerca di piccoli crostacei, il colore è intenso specialmente entro i
primi 15 metri, oltre digrada sul blu senza gloria, e qui facciamo la
seconda immersione della giornata! Dopo pranzo partiamo per la terza
immersione uscendo con il gommone verso l’angolo Sud Est a rientrare.
Tanti blocchi corallini completamente ricoperti di alcionari rendono
l’immersione molto particolare anche se la visibilità non è eccelsa
mancando la corrente, incontriamo alla deriva un pinna bianca morto per
cause che non siamo riusciti ad identificare, al rientro ci mettiamo in
navigazione per Daedalus Reef, una formazione corallina affiorante
proprio in mezzo al Mar Rosso dove arriveremo a notte inoltrata.
Mercoledì:
Ci svegliamo all’alba con la vista del caratteristico faro costruito
direttamente sopra le madrepore di Daedalus, nelle vicinanze del quale
siamo ormeggiati, Rapido Briefing e poi via sui gommoni ancora mezzo
addormentati per raggiungere la punta Nord dove tuffarci nella speranza
di qualche incontro emozionante e in effetti oltre ad un bel Grigio
scorgiamo anche un grosso Martello, la corrente non è forte e la
rimontiamo nella speranza di arrivare al punto dove impatta sul Reef
garanzia di tanto pesce, ci arriviamo in effetti e il pesce che ci gira
intorno è molto ma ormai è ora di estrarre la boa di segnalazione per
farci recuperare dai gommoni. Dopo colazione ci
buttiamo ancora ma questa volta sul plateau sud dove il colore abbonda
davvero e al riparo dalla corrente. Subito dopo l’immersione ci mettiamo
in navigazione per l’area di Elphinstone in modo di arrivarci per cena e
dormire ridossati con tranquillità.
Giovedì:
Ci svegliamo prima dell’alba dopo aver dormito su uno dei reef piu
famosi del Mar Rosso Egiziano: Elphinstone Reef segnato con precisione
anche sulle carte dell’ammiragliato! La fama gli deriva dal suo
bellissimo colore e dagli incontri che qui è possibile fare, ma non è
questa la volta, ci "accontentiamo" di fare due bellissime immersioni
sui suoi plateau Nord e Sud tra alcionari gonfi e nubi rosse di Anthias
che ci avvolgono, la corrente nella prima a Nord è assente mentre nella
seconda viene da Sud e ci trasporta dolcemente fino a farci raggiungere
l’estremità Nord dove ci raccolgono i Gommoni per riportarci alla barca
dove pranziamo e ci spostiamo sui giardini di Abu Dabbab per una
rilassante terza immersione e una interessante notturna.
Venerdì:
Questa mattina ci svegliamo un po’ dopo, la giornata infatti prevede
solo due immersioni e poi il rientro a Port Ghalib. La prima la facciamo
al mio giardino di corallo preferito che normalmente riscuote tanto
consenso essendo composta da formazioni di corallo duro alcune vivissime
con colori favolosi e altre in via di disgregazione che hanno creato
passaggi, spaccature e grottine davvero scenografiche, purtroppo non
tutti apprezzano questa immersione, ne sono davvero dispiaciuto ma
capisco che chi era venuto con il desiderio di vedere solo cose grosse
questa settimana sia rimasto un po’ deluso, ma ecco che, quasi come se
il Mar Rosso volesse scusarsi e lasciare un buon ricordo, arriva la
seconda immersione fatta a Marsa Abudabbab alla ricerca di un davvero
difficile incontro con il dugongo che invece si fa vedere, insieme ad
uno squalo chitarra e a tre grosse tartarughe verdi, tutti quanti
abitanti di questa baia che con la sua prateria di fanerogama offre
abbondante nutrimento! Dopo pranzo purtroppo dobbiamo rientrare a Port
Ghalib dove passeremo la notte in attesa dell’aereo che domani riporterà
gli ospiti in Italia e porterà qui quelli nuovi!
Giovedì
Ci Svegliamo sul Reef di Panorama, parete sul blu, caffè e biscotti e
via trasbordiamo sul gommone che ci porterà sul punto di entrata di
immersione. La parete è ricca di gorgonie ma nessuna sorpresa nel senso
di grossi pesci, belli però gli anemoni rossi che incontriamo. La
seconda la facciamo sul Salem Express traghetto affondato nel 1991
causando la morte di centinaia di passeggeri, il luogo è ancora un po’
sinistro nonostante siano passati 15 anni e le madrepore abbiano
incominciato a colorare lo scafo, i segni del naufragio sono ancora
molto evidenti come nelle valige sparse sul fondo o le scialuppe di
salvataggio che non c’è stato tempo di alare e sono rimaste agganciate
alla nave affondando con lei, un giro lungo lo scafo adagiato sul fianco
destro e una sosta per osservare il punto di impatto della prua sul reef
che ha provocato l’apertura del portellone causandone l’imbarco di
tantissima acqua che lo ha portato all’affondamento in pochi minuti. Il
passaggio sulle eliche con la foto ricordo conclude l’immersione ma
prima di risalire un passaggio sul colorato reef (lo stesso che ha
causato l’affondamento) serve a rasserenare gli animi. Domani è l’ultimo
giorno di immersioni e vogliamo andare al mitico Elphinstone molte
miglia più a sud, dobbiamo muoverci e così ci mettiamo in navigazione
per raggiungere la zona di Quesir per la terza immersione dove una bella
tartaruga ci da il benvenuto, la notturna conclude questa bella giornata
Venerdì:
Ci svegliamo già ancorati sul plateau nord del mitico Elphinstone.
L’acqua è un olio al punto che non si intravede nemmeno la parte
affiorante perché non si frange neanche una piccola ondina. Ideale
dunque la discesa, c’è solo una leggerissima corrente verso nord che ci
accompagna fino alla estremità della punta a meno 40 e che dovremo poi
contrastare con qualche pinnata in più per rientrare. Il pesce grosso
questa volta non si fa vedere ma i colori sono davvero splendidi, nuvole
di rossi Antias ci avvolgono per tutto il tempo che rimaniamo sul
Plateau immersi tra gli alcionari, noto per la prima volta in vita mia
un piccolo crinoide che nuota! Probabilmente data l’ora tarda, ormai è
mattino inoltrato, ha fretta di tornare al suo riparo e quindi si sposta
da alcionario a alcionario sospeso nell’acqua grazie al movimento
sinuoso delle sue braccia, uno grazioso spettacolino fuoriprogramma! (i
crinoidi passano il giorno nascosti per uscire di notte e stendere le
loro lunghe braccia per raccogliere il plancton) Dopo la sosta di
sicurezza sulla parte del plateau a meno 5 si rientra alla barca,
bellissima immersione! Spostiamo la barca per portarla sul plateau sud
e, visto che la corrente rinforza pensiamo di andare con il gommone
sulla verticale dell’estremità del plateau sud e poi di farci portare
dalla corrente verso nord, il recupero avverrà con i gommoni. Il tempo
di scendere e la corrente ci ha già trascinato via verso Est, vediamo a
fatica il reef che si allontana fino a quando, pianeggiando verso nord,
non riusciamo a mettereci in ombra dalla corrente e incominciamo ad
riavvicinarci alla parete. La fortuna ci porta proprio su una rientranza
sabbiosa dove un bell’esemplare di Squalo sta riposando. La voglia di
avvicinarsi in fretta per scattare qualche foto fa aumentare l’andatura
contro corrente e inevitabilmente la vista dello squalo, la fatica e la
profondità (siamo poco oltre i 40) fa si che qualcuno dei meno esperti
vada in affanno, risolviamo subito la situazione prima che degeneri
prendendo contatto e iniziando una leggera risalita mentre assecondiamo
la corrente facendoci trasportare dolcemente. Concludiamo verso metà
parete Est dove la corrente ci lascia tra un mare di imperatori che ci
avvolge in sosta di sicurezza. I gommoni ci recuperano, anzi sono già li
ad aspettarci per portarci alla barca dove faremo il pranzo e poi ci
avvieremo verso il rientro alla marina di Port Ghalib distante un paio
di ore di navigazione! Peccato la settimana di immersioni è già
terminata!
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