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Sabato:
Gli Ospiti fanno parte tutti di un unico gruppo di SCUBA LIBRE, un club
di Lucca ma talmente simpatici che hanno amici e partecipanti anche tra
i milanesi! Infatti arrivano tutti con un aereo da Bologna tranne
una bellissima coppia che arriva da Milano, nella serata sono già tutti
a bordo dopo un comodo trasferimento di pochi minuti.
Domenica:
Riusciamo a partire davvero molto presto, quando le altre barche sono
ancora tutte impegnate con le formalità burocratiche in Marina, per
lungo tempo dopo che siamo partiti non registriamo tracce Radar che ne
segnali la loro uscita dal porto. Ne approfittiamo per guadagnare molta
“acqua” verso il Sud, ci fermiamo solo verso le 11 dopo aver effettuato
tutte le pratiche burocratiche e tenuto i vari briefing della barca e
delle immersioni durante la navigazione. Prima immersione come norma
molto tranquilla di ambientamento durante il quale verificare la
corretta pesata (importantissima per il comfort in immersione) e
prendere confidenza con pezzi nuovi di attrezzatura o togliersi la
ruggine del tempo passato fuori dall’acqua! C’è anche chi prova a
sparare i “cazzilli” (altrimenti detti pedagni personali o boette segna
sub, tutte definizioni però che non possono competere in chiarezza con “cazzillo”).
Dopo pranzo una immersione un po’ più impegnativa lungo il plateau e la
parete di Gota Sharm, data l’ora tarda tantissimo pesce in agitazione ci
fa sperare in qualche avvistamento eccezionale (settimana scorsa abbiamo
visto i Martelli) ma non è cosi e rientriamo alla barca accontentandoci
delle meraviglie viste. Si parte subito per mettersi in navigazione
verso Saint John dove ci sveglieremo la mattina seguente dopo un intera
notte di navigazione!
Lunedì:
Svegliati prima dell’alba ci prepariamo per la prima immersione a Small
Gota, che ha forse la più bella e colorata parete di Saint John. Con i
gommoni ci portiamo sulla parte a Nord dove le gorgonie prosperano
grazie alle giuste condizioni di luce (poca a Nord e poi in più stanno
anche in basso intorno ai 35 metri) e corrente (prevalente da Nord
infatti) La leggera corrente arriva da Est e ci lasciamo cadere come le
foglie d’Autunno dai gommoni fino alla foresta formata dai bellissimi
ventagli, già solo questa emozione vale l’immersione, quando la corrente
è cosi leggera forse non vedremo tantissimo pesce ma la calma che ci
possiamo permettere da una sensazione di pace e serenità che è
impagabile, è davvero come calarsi in un altro mondo, in un altra
dimensione! Passano comunque un paio di Squali grigi a completare il
tutto e poi il ritorno lentissimo verso la barca (dobbiamo percorrere
solo un centinaio di metri) avviene sulla parete ricca di anfratti
completamente colonizzati da gorgonie rosse, alcionari multicolori e
corallo nero. Dopo colazione ci immergiamo ancora partendo dalla foresta
di gorgonie per poi rientrare questa volta sull’altro lato del reef se
possibile ancora più ricco, vediamo ancora qualche Grigio che si aggira
sul fondo. Ci spostiamo poi subito per andare, accompagnati, come spesso
avviene qui, da grossi Delfini Tursiopi, a Langelus per una terza
immersione tranquilla e colorata, dopo aver pranzato, caratterizzata da
alcune grottine passanti davvero spettacolari, siamo venuti presto per
poter prendere una buona posizione per la barca prima che ne arrivino
altre di modo di poter trascorrere qui anche la notte ben protetti dal
reef e cosi anche la notturna ci vede esplorare questa particolare
formazione regalandoci l’incontro sempre bellissimo con alcune ballerine
spagnole.
Martedì:
Abbiamo acceso i motori ancora prima dell’alba per spostarci, visto che
il mare calmo ce lo permette, ad Small Habili, un piccolo torrione
madreporico che viene su dal blu senza raggiungere nemmeno la
superficie, il cappello infatti si trova a 5 metri, la sua particolare
disposizione lo rende raramente esplorabile e davvero ricchissimo di
vita per tutta la sua circonferenza, di poco più di un centinaio di
metri, con un piccolo terrazzamento a Nord sul quale passano ancora
alcuni Grigi abbastanza a loro agio nonostante la nostra presenza. La
corrente non molto forte che viene da Est ci fa incontrare grossi banchi
di pesce, Imperatori, Carangidi, Chirurghi e Azzannatori che stazionano
presso il punto di impatto in attesa di ricevere comodo alimento
Planctonico. Dopo colazione ci spostiamo a Big Gota per immergerci sul
suo colorato plateau Sud e poi dopo pranzo andiamo a Umm el Arouk, una
particolare formazione caratterizzata da tantissimi pinnacoli
coloratissimi (da qui il nome in arabo) che si ergono da un fondale di
25 metri, qui incontriamo ancora un Grigio che si aggira tra le alte
torri madreporiche (alcune arrivano addirittura alla superficie) e poi
in una grottina troviamo anche un piccolo Pinna Bianca che riposa
appoggiato sul fondo sabbioso. Vorremmo restare ancorati qui per la
notte ma l’arrivo di numerose barche che ci chiudono rendono pericoloso
l’ormeggio in caso il vento giri e decidiamo di spostarci nuovamente a
Small Gota per fare qui una davvero particolarissima notturna anche se
questo poi ci costringe a lasciare un attento uomo di guardia per tutta
la notte per prevenire cambi di vento o di corrente che potrebbero, se
non ce ne accorgessimo in tempo, mandarci sul reef, per fortuna questo
non avviene e la notte trascorre tranquilla.
Mercoledì:
La prima immersione di oggi la facciamo sul mitico Habili Ali formazione
allungata per un centocinquanta metri che viene su dal blu non arrivando
alla superficie (in arabo Habili significa questo, anche qui il cappello
è a -5 metri) Prevedendo ancora corrente da Est ci portiamo con i
gommoni proprio sul lato Nord Est scendendo sulla foresta di gorgonie
sottostante che è anche il punto di impatto della corrente, leggera, sul
reef! Troviamo subito un bel numero di Grigi che incrociano sul fondo e
poi un esemplare notevolmente più grosso che ci punta dall’alto e poi
inizia una serie di passaggi in tondo alla nostra altezza probabilmente
incuriosito dalle nostre bolle. Il rientro lungo la parete è davvero
molto ricco di colore, il mare intanto si è fatto più forte e la
risalita alla barca è complicata dal fatto che l’ormeggio non è più
sicuro e serve manovrare, ma con i gommoni d’ appoggio risolviamo la
situazione. Ci spostiamo quindi verso Nord per immergerci a Paradise,
dobbiamo fare colazione con la barca in movimento e non tutti riescono a
sedersi a tavola in queste condizioni. L’immersione è tranquilla lungo i
grandi giardini di corallo tipici di questa formazione che oltre a
torri, grottine e passaggi offre colori davvero splendidi (che però
vanno goduti a pochi metri dalla superficie). Dopo l’immersione ci
portiamo all’isola di Sirnaka, davvero suggestiva, dove quasi tutti
scendono a terra per sgranchire le gambe, anche se l’approdo non è
semplicissimo, bisogna percorrere una decina di metri sulla sommità del
tavolato madreporico per raggiungere la terra emersa, ma ne vale davvero
la pena per il paesaggio che regala. La facile e piacevole notturna
lungo la parete meridionale conclude la giornata qui.
Giovedì:
Siamo partiti alle due di notte per raggiungere Shab Manksur, il vento
ha rinforzato e le onde incominciano ad ingrossare, infatti nessuna
altra barca ci raggiunge, sono tutte ridossate all’interno della
formazione di Abu Galawa, il bellissimo plateau Sud è tutto per noi.
Scendiamo e ci portiamo subito verso il drop-off sui 30 metri
dell’estremità Sud, dal blu ci viene incontro un bel Grigio e siccome
noi rimaniamo tutti tranquilli (strano ma vero, questa volta nessuno
cerca di rincorrerlo, hanno tutti capito quale è il miglior modo per
osservare un pelagico) ci avvicina al punto da scorrerci tranquillamente
davanti alle nostre maschere in tutta la sua bellezza! Ritornati a quote
più basse attraversiamo il bel giardino di coralli e poi alla base dei
coloratissimi torrioni caratteristici di questo posto, incontriamo una
bella tartaruga intenta al suo pasto mattutino, ancora una volta mi
stupisco della compostezza del gruppo (davvero complimenti), la
avviciniamo a turno per osservarla e scattare foto ma senza mai
infastidirla o pressarla troppo, pur avendola tranquillamente a pochi
centimetri, non scappa nemmeno una manina a toccarla (rimango davvero
impressionato dalla compostezza del gruppo che è stato davvero di
esempio, con subacquei cosi ogni immersione e ogni incontro è possibile,
come vorrei che questo fosse il nostro standard di Italiani!) La
tartaruga, grata, ci ripaga continuando tranquillamente ad occuparsi
delle sue faccende dandoci modo di osservare quale sia la sua dieta
preferita, quali coralli molli sceglie di preferenza e anche, una volta
arrivata a corto di fiato, come sfrutti la sua galleggiabilità, abbiamo
osservato infatti che a circa dieci metri diventa positiva e, raggiunta
quella quota risale velocemente puntando verso l’alto senza bisogno di
muovere nessuna pinna poi, una volta in superficie, faccia qualche atto
respiratorio e poi si rituffi, nuotando vigorosamente per i primi metri
fino a raggiungere nuovamente la sua galleggiabilità neutra che le
permette, tra i dieci e i venti metri, di muoversi senza peso. Il mare
forte poi non ci permette di immergerci a Sha’b Claudio, il famoso reef
caratterizzato dalla “cattedrale” sommersa ma in cambio ci fermiamo a
Sijal una isoletta con tanto di laguna turchese davanti che ci ripaga di
un immersione non altrettando bella. Sono sorpreso di osservare alcune
barche di snorkelisti mai viste prima, sono arrivati anche qui, forse ci
sarà un nuovo albergo sotto costa o forse gli operatori locali in cerca
di sempre nuove proposte (escursioni) per i loro turisti da albergo, si
saranno spinti fino a qui (d’altronde gli fanno fare anche 500
chilometri in un giorno per portarli qui da Hurghada per sperare di
vedere i delfini!), certo non dobbiamo essere egoisti e queste
meraviglie è giusto che vengano godute da tutti, però ripensando a
quando mi aggiravo per questi luoghi senza incontrare altre barche per
giorni, che non fossero di pescatori, un po’ di nostalgia mi viene!
Certo le barche allora non erano cosi comode e affidabili, era davvero
un avventura! Dopo pranzo ancora navigazione per raggiungere a tramonto
avvenuto (che in questa stagione avviene verso le 17:30, per questo ci
alziamo cosi presto, per sfruttare la giornata a partire dall’alba,
intorno alle sei) il reef di El Gadir dove abbiamo fatto la prima
immersione di ambientamento e dove ci attende una piacevole notturna
abbastanza vicini (ancora 2 e mezza di navigazione) ad Elphinstone,
obiettivo del giorno dopo.
Venerdi:
Per consentire, dato il mare ancora forte, qualche ora di sonno
tranquillo in più partiamo verso le 5 che è ancora notte, oggi non
potremo fare comunque più di 2 immersioni prima di rientrare e allora è
meglio riposare un po’ meglio e immergerci con più luce, tanto la storia
dei grossi pesci all’alba è per lo più una storia in base alla mia
esperienza di 15 anni di immersioni (all’alba e non) effettuate in
questo mare, barche tante ma non quante ci sarebbero se le condizioni
fossero migliori, comunque ormai hanno già fatto tutti la seminotturna
dell’alba e scendiamo in acqua, con il supporto dei gommoni, del tutto
in solitudine, le onde impressionano e infatti il gruppo è stato
indeciso fino all’ultimo se venire qui o scegliere un immersione più
tranquilla, ma ho previsto che le onde saranno l’unico problema da
affrontare, ci sarà poca corrente infatti, uguale poco pesce, ma
immersione, una volta in acqua, davvero rilassante, un Grigio lo
avvistiamo comunque e poi ci godiamo i colori. Mi sorprendo ogni volta
nel constatare come di volta in volta la stessa immersione possa avere
aspetti completamente differenti, sia per difficoltà che per tipo di
bellezza e se poi ci aggiungiamo lo stato emotivo personale ecco che
potremmo ripetere l’immersione all’infinito senza riportarne mai la
stessa impressione! La barca a causa della corrente girata non riesce
più a mantenere un ormeggio sicuro, infatti anche tutte le altre barche
si staccano, cosi ci spostiamo a Marsa Shona nel tentativo di avvistare
il Dugongo aggirarsi sulla prateria di anofila (fanerogama simile alla
posidonia) non riusciamo a incontrarlo ma vediamo una grossa tartaruga
che si nutre della stessa pianta. Il rientro in porto dopo pranzo
conclude la giornata e la settimana di immersione, una volta in banchina
alcuni curiosi della vita locale fanno un salto alla piccola cittadina
di El Quesir, un borgo antico con ancora case risalenti agli inglesi
(con balconi in legno) una struttura realizzata dagli Italiani per la
produzione di fosfati, ormai in disuso ma ancora conservata esattamente
come allora, con gli uffici e il piccolo museo naturalistico interno
ancora conservati e custoditi, e antiche vestigia risalenti ai romani
che hanno vissuto varie utilizzazioni nel corso degli anni. La sera poi
ancora una botta di vita e tutti a cena fuori tra le strutture dello
stupendo albergo Karamana distante qualche decina di chilometri da Port
Ghalib. |
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