Scuba Cruise vi propone barche al top di categoria per il mercato italiano, dotate di cabine doppie con aria condizionata e bagno privato, ma scegliere una crociera Scuba Cruise significa soprattutto affidarsi a un'organizzazione italiana che segue direttamente la cura delle imbarcazioni, la professionalità e l’esperienza degli equipaggi e la loro grande disponibilità. Gestione italiana vuol dire saper creare l’atmosfera più adatta alle esigenze degli ospiti Italiani, dalla cucina all’organizzazione delle immersioni: Almeno due guide sempre a bordo sono a vostra disposizione per pianificare l’immersione più adatta alle vostre esigenze nella massima sicurezza contando su 2 gommoni di appoggio alla barca e sulla possibilità di utilizzo del Nitrox davvero utile potendo disporre di immersioni ILLIMITATE!

Settembre 2010

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23 Settembre 2006 Itinerario Relitti del Nord - Diario di bordo di Ermanno Grassi

Itinerario

Nord Relitti + Elphinstone

Data

23 - 30 Settembre 2006

Barca

M/y Horizon

Porto di Partenza

Hurghada

Porto di Arrivo

Port Ghalib

Partecipanti

15 Ospiti

Temperatura Acqua

26/29

Temperatura Aria

22 - 35

Vento

Fresco o leggero quasi sempre, forte in alcune occasioni

Condizioni Mare

Mosso i primi giorni, calmo gli ultimi.

Visibilità Acqua

Scarsa al nord Buona al Sud
IN BREVE:  Questa settimana l'itinerario era un po' particolare, siamo partiti da Hurghada per un giro sui famosi relitti del Nord con il Thistlegorm in testa per poi concludere scendendo fino a Elphinstone passando per Safaga sul relitto del Salem Express. Mare e vento forte i primi giorni non ci hanno dato particolarmente fastidio, quando poi abbiamo iniziato la navigazione per il sud il mare è stato calmo. Tra noi anche due splendide sorelle alla prima presa di contatto con l'acqua salata che se la sono cavata davvero bene e tre nuovi subacquei che hanno abbracciato i vantaggi del NITROX e hanno conseguito il relativo brevetto in Barca!
LINK AI PARTECIPANTI:  info@bluocean.com
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COMMENTI DEGLI OSPITI:  Se vuoi leggere i commenti lasciati sul libro di bordo clicca sull'immagine che si ingrandirà

Sabato: Arrivo degli ospiti all’aeroporto di Marsa Alam ma questa volta facciamo un itinerario Nord per cui abbiamo predisposto un trasferimento fino a Hurghada dove li aspetto per l’imbarco alla marina dell’Hotel Marriot, uno dei più belli in città. E’ davvero tanto che non facciamo quest’itinerario considerato dei relitti e quindi mi fa davvero molto piacere rivedere i luoghi che conosco così bene avendoli battuti molto spesso in passato. E’ proprio in queste acque infatti che mi sono tuffato per le mie prime immersioni in Mar Rosso 15 anni fa quando avevo la responsabilità di gestire l’unico diving italiano allora esistente a Sharm,  certo sono passati anni da allora e molte cose sono cambiate ma posso dire che il mare è sempre davvero molto bello, certo ci sono molti più subacquei, i relitti sono molto più consumati dalla ruggine e dalle depredazioni, ma la vita corallina quella no, non è cambiata, è mutata in alcuni casi, ho visto gorgonie morire e poi riformarsi, reef coloratissimi mangiati dalla corona di spine e altri invece che sono ancora più splendenti di prima, persino i grandi predatori pelagici spariscono da alcune zone per comparire in altre e ho capito che queste mutazioni non sono affatto influenzate dall’uomo subacqueo ma sono cicli naturali. Il motivo per cui effettuiamo poco quest’itinerario è che qui le navigazioni sono più corte e più vicine ai centri di assistenza quindi anche barche più spartane e meno dotate sono autorizzate a queste tratte, non è necessario infatti disporre di barche al livello della nostra decisamente molto confortevole e dotata di tutte le sicurezze attive e passive per essere autorizzata a navigare nelle lontane e difficili aree dei parchi e quindi necessariamente più costose, ma un gruppo che era già stato ospite sulle nostre barche ci ha chiesto questo itinerario desiderando contare sulla nostra affidabilità e così eccoci qui ben felici di accontentarli.

Domenica Partiti dalla marina dopo colazione dirigiamo subito su Sha’b el Erg conosciuto anche come Manta Point, un sito distante giusto il tempo di fare il briefing della barca e delle immersioni e che è ottimo per un’immersione d’ambientamento, con il suo fondale sabbioso di 12 metri molto luminoso sul quale un’ampia formazione madreporica molto colorata offre riparo ad una moltitudine di pesce corallino, nonostante il nome qui di mante non ne ho mai viste ma capita spesso di incontrare invece i delfini, anche in immersione, questa volta però non siamo fortunati. Dopo pranzo ci muoviamo per Sha’b Umm Usk distante una decina di miglia dove possiamo fare un’immersione su un angoletto dove una corrente particolare nel senso che si incanala costantemente tra alcune formazioni, senza però essere troppo fastidiosa per i subacquei, da modo di prosperare ad una moltitudine di coloratissimi alcionari e gorgonie rosse (chiamate nodose). E’ un luogo ideale anche per l’ormeggio notturno, di notte gli alcionari risplendono ancora di più alla luce delle torce ed essendo la barca molto riparata dal mare potremo cenare e dormire in tranquillità, in più siamo molto vicini ad Abu Nuhas reef esposto luogo di naufragio di molti mercantili che è il nostro obiettivo per l’indomani.

Lunedì Muoviamo la barca poco prima dell’alba per iniziare presto le immersioni, ormeggiamo ridossati e trasbordiamo sui gommoni per scendere sul Dana. E’ sempre molto bello aggirarsi per la sala macchine di questo celebre relitto e poi risalire attraverso tutti i vari ponti fino ad arrivare alla plancia comando, la sua posizione inclinata su un fianco può disorientare le prime volte ma le sue numerose aperture lo rendono luminoso facile e piacevole, Il bello però doveva ancora venire, nel rientrare verso la barca abbiamo incontrato 6 grossi delfini Tursiopi che, anche loro in coppia, ci hanno fatto le feste giocando con noi a lungo, incredibile l’emozione quando girano intorno guardandoti curiosi. Dopo colazione seconda immersione sullo storico Carnatic, uno Steamer, vascello a propulsione mista vela e vapore, naufragato mentre solcava le acque alla fine dell’ottocento con il suo carico d’oro e di generi di conforto per le guarnigioni inglesi in India. Dopo pranzo dirigiamo su Gubal per una piacevole immersione vicino alla spiaggia deserta di questa bellissima isola.

Martedì Dopo una prima immersione lungo il lato esterno di Gubal caratterizzato da numerose gorgonie, attraversiamo lo stretto che prende il nome da quest’isola per portarci sotto il Sinai, attraversando la rotta dei mercantili che arrivano dal canale di Suez! Ci immergiamo sul reef di Shag Rock, prima sul relitto della Sara H. e poi sull’altro lato del reef tra pinnacoli ricoperti di bellissimi alcionari purpurei, per la notte ripariamo all’interno do Sha’b Mahmoud in modo di essere pronti all’alba del giorno dopo a posizionarci sul mitico Thistlegorm!

Mercoledì: Siamo finalmente sulla verticale del relitto più famoso al mondo, sotto di noi il Thistlegorm, cargo armato inglese che portava rifornimenti bellici per la campagna d’africa. E’ stipato zeppo d’armamenti, mezzi pesanti e leggeri, motociclette, ricambi vari e parti d’aereo, comprese ali e scarichi di motori stellari fantastico per i mitici Spitfire. Cataste di fucili Enfield poi sono ammucchiate sotto le aperture di carico delle stive, immagino per un disperato tentativo di salvare quanto possibile prima dell’affondamento della nave, causato da una bomba lanciata da un aereo tedesco che ha avuto la fortuna di infilare la ciminiera e quindi far deflagrare la caldaia dividendo di fatto la nave in due tronconi. Quello di prua è ancora in posizione di navigazione appoggiato sul fondo a 30 metri e comprende le due capaci stive di prua il castello e le carbonaie subito a poppavia ovviamente vuote perché la nave era al termine del suo viaggio. I locali delle caldaie e delle macchine non esistono più, i due tronconi sono separati di una decina di metri da cui spuntano i due spezzoni dell’asse dell’elica. Le stive di poppa erano adibite al trasporto delle munizioni, da quelle per i fucili a quelle da artiglieria pesante, casse e casse sparse ovunque, alcune sono state aperte per poter leggere sui bossoli la data di fabbricazione: 1929! La prima immersione la dedichiamo alle stive di prua, semplicemente affascinante vedere tutto quel materiale bellico che farebbe la gioia dei collezionisti ma ormai irrecuperabile, per la gioia dei nostri occhi! Scendiamo con poca corrente che porta verso nord, tantissimo pesce si aggira tra le strutture, bisogna prestare attenzione perché è facile uscire di curva a queste profondità non eccessive (20/25 Metri) se si sta troppo a lungo! In conclusione ci aggiriamo tra gli alloggi equipaggio, la cucina, e la plancia comando, se la cavano tutti benissimo, anche le belle Sorelle Giorgia e Katia alla loro prima esperienza in Mar Rosso (e in mare per la verità) e anzi si divertono un sacco! La seconda immersione la dedichiamo alla poppa e al suo armamento compresi i cannoncini difensivi, corrente sempre leggera e poco mare essendo riparati dal Sinai, insomma condizioni perfette! Al termine delle immersioni dirigiamo nella zona di Sha’b Mahmoud e ancoriamo a Beacon Rock, li sotto a 25 Metri c’è il Dunraven, Steamer gemello del Carnatic che però giace riverso sul fondo spezzato anche lui dalla esplosione delle caldaie. La sua particolarità è quella di essere "magico"nel senso che penetrando al suo interno si sente ancora il pulsare tipico delle navi come se le sue macchine fossero ancora in funzione! La spiegazione però è semplice anche se toglie un po’ di mistero, siamo vicini allo stretto di Gubal, dove passano mercantili da e per Suez, grossi bastimenti che provocano onde sonore che giungono fino a qui ripercuotendosi sullo scafo capovolto che fa da cassa armonica. Dopo l’immersione ci prepariamo alla lunga traversata che ci porterà fino a Safaga che raggiungeremo il mattino successivo, la navigazione è tranquilla e il tempo passa veloce tra un bel film proiettato sul megaschermo e la notte ristoratrice.

Giovedì  Ci Svegliamo sul Reef di Panorama, parete sul blu, caffè e biscotti e via trasbordiamo sul gommone che ci porterà sul punto di entrata di immersione. La parete è ricca di gorgonie ma nessuna sorpresa nel senso di grossi pesci, belli però gli anemoni rossi che incontriamo. La seconda la facciamo sul Salem Express traghetto affondato nel 1991 causando la morte di centinaia di passeggeri, il luogo è ancora un po’ sinistro nonostante siano passati 15 anni e le madrepore abbiano incominciato a colorare lo scafo, i segni del naufragio sono ancora molto evidenti come nelle valige sparse sul fondo o le scialuppe di salvataggio che non c’è stato tempo di alare e sono rimaste agganciate alla nave affondando con lei, un giro lungo lo scafo adagiato sul fianco destro e una sosta per osservare il punto di impatto della prua sul reef che ha provocato l’apertura del portellone causandone l’imbarco di tantissima acqua che lo ha portato all’affondamento in pochi minuti. Il passaggio sulle eliche con la foto ricordo conclude l’immersione ma prima di risalire un passaggio sul colorato reef (lo stesso che ha causato l’affondamento) serve a rasserenare gli animi. Domani è l’ultimo giorno di immersioni e vogliamo andare al mitico Elphinstone molte miglia più a sud, dobbiamo muoverci e così ci mettiamo in navigazione per raggiungere la zona di Quesir per la terza immersione dove una bella tartaruga ci da il benvenuto, la notturna conclude questa bella giornata

Venerdì: Ci svegliamo già ancorati sul plateau nord del mitico Elphinstone. L’acqua è un olio al punto che non si intravede nemmeno la parte affiorante perché non si frange neanche una piccola ondina. Ideale dunque la discesa, c’è solo una leggerissima corrente verso nord che ci accompagna fino alla estremità della punta a meno 40 e che dovremo poi contrastare con qualche pinnata in più per rientrare. Il pesce grosso questa volta non si fa vedere ma i colori sono davvero splendidi, nuvole di rossi Antias ci avvolgono per tutto il tempo che rimaniamo sul Plateau immersi tra gli alcionari, noto per la prima volta in vita mia un piccolo crinoide che nuota! Probabilmente data l’ora tarda, ormai è mattino inoltrato, ha fretta di tornare al suo riparo e quindi si sposta da alcionario a alcionario sospeso nell’acqua grazie al movimento sinuoso delle sue braccia, uno grazioso spettacolino fuoriprogramma! (i crinoidi passano il giorno nascosti per uscire di notte e stendere le loro lunghe braccia per raccogliere il plancton) Dopo la sosta di sicurezza sulla parte del plateau a meno 5 si rientra alla barca, bellissima immersione! Spostiamo la barca per portarla sul plateau sud e, visto che la corrente rinforza pensiamo di andare con il gommone sulla verticale dell’estremità del plateau sud e poi di farci portare dalla corrente verso nord, il recupero avverrà con i gommoni. Il tempo di scendere e la corrente ci ha già trascinato via verso Est, vediamo a fatica il reef che si allontana fino a quando, pianeggiando verso nord, non riusciamo a mettereci in ombra dalla corrente e incominciamo ad riavvicinarci alla parete. La fortuna ci porta proprio su una rientranza sabbiosa dove un bell’esemplare di Squalo sta riposando. La voglia di avvicinarsi in fretta per scattare qualche foto fa aumentare l’andatura contro corrente e inevitabilmente la vista dello squalo, la fatica e la profondità (siamo poco oltre i 40) fa si che qualcuno dei meno esperti vada in affanno, risolviamo subito la situazione prima che degeneri prendendo contatto e iniziando una leggera risalita mentre assecondiamo la corrente facendoci trasportare dolcemente. Concludiamo verso metà parete Est dove la corrente ci lascia tra un mare di imperatori che ci avvolge in sosta di sicurezza. I gommoni ci recuperano, anzi sono già li ad aspettarci per portarci alla barca dove faremo il pranzo e poi ci avvieremo verso il rientro alla marina di Port Ghalib distante un paio di ore di navigazione! Peccato la settimana di immersioni è già terminata!

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