|
Sabato:
Gli ospiti arrivano all’aeroporto di Marsa Alam con due aerei da Bologna
e Milano, un veloce trasferimento di pochi minuti e sono già a Port
Ghalib dove li aspettiamo per l’imbarco. Entro sera sono tutti a bordo
anche se l’aereo da Bologna ha fatto un forte ritardo e un bel sonno è
quello che ci vuole per rigenerarsi.
Domenica:
Prima giornata di ambientamento, colazione alle otto, in attesa
dell’autorizzazione per lasciare la marina che non arriva tanto presto,
i permessi per le Brothers infatti sono piuttosto esclusivi e ci va un
po’ per le verifiche, comunque poco dopo le nove riusciamo a mollare gli
ormeggi per navigare due ore scarse verso Nord guadagnando cosi strada
verso le nostre isole e arrivare a Ras Torombi, un bel reef adatto alle
nostre esigenze di un immersione colorata ma tranquilla dove verificare
i nostri equipaggiamenti, trovare la pesata ideale e riprendere
confidenza per chi è tanto che non va in acqua! Durante l’avvicinamento
teniamo tutti i briefing necessari sulle notizie e le norme di
comportamento sia per la barca che per le immersioni. I subacquei sono
tutti, chi più chi meno, esperti e si preannuncia cosi da subito una
buona settimana di immersioni senza particolari problemi! Dopo pranzo
navighiamo ancora due ore per portarci a Mangarove sempre più a nord,
qui faremo una bella seconda immersione e poi la notturna prima di
cenare e metterci in navigazione per le Brothers dove arriveremo a notte
fonda!
Lunedì:
L’arrivo dell’alba ci vede già svegli ormeggiati alla grande Brothers,
la nottata per alcuni è stata un po’ provante perchè il mare abbastanza
mosso ci ha fatto ballare e anche qui lo sentiamo perchè il ridosso che
offrono le Brothers è veramente minimo, alle 6 il briefing immersione,
programmiamo di andare con i gommoni a tuffarci sulla verticale
dell’Aida, un primo assaggio delle condizioni di corrente è necessario
per farsi un’idea generale del trend settimanale, le correnti infatti
non sono mai cicliche ma sempre del tutto casuali essendo la risultanza
tra le forze di marea (molto poco sentite a queste latitudini) vento e
evaporazione, sotto alla barca l’acqua non muove molto ma non sappiamo
cosa troveremo dall’altra parte dell’isola ecco perchè la prima
immersione sull’Aida (che è appoggiata appena dietro la punta del reef)
mi serve per valutare le condizioni. Appena scesi infatti una corrente
decisa tende a farci scorrere lungo la parete e portarci via dal
relitto, dobbiamo scendere velocemente per raggiungere subito i 30 metri
dove le prime strutture del relitto ci offrono protezione e ci
permettono di riguadagnare i metri persi. Abbiamo la sventura di
ritrovarci assieme ad un altro gruppo di agitatissimi subacquei che
sembrano essere in preda al semipanico, forse è solo il loro modo di
condurre le immersioni, attendiamo pazientemente alcuni minuti che se ne
vadano (in quelle condizioni infatti non possono durare molto) e poi
riprendiamo qualche bella immagine delle strutture più alte
concrezionate di coloratissimi alcionari, ci portiamo poi verso la
parete dove sospinti dalla corrente ci gustiamo con attenzione ogni
anfratto, il commento generale che seguirà poi sarà unanime: mai vista
una parete cosi bella! Dopo colazione decidiamo di fare una discesa
all’estremità NordEst per poi passare sul Plateau che si apre, fondo,
verso Sud, mi sbilancio ad annunciare nel briefing il probabile incontro
con gli Squali Volpe e cosi è, una coppia di loro si esibisce in
numerosi passaggi davanti ai nostri occhi girando attorno ad una
formazione che si erge leggermente dal fondo pianoro, rientriamo lungo
la colorata parete ma sotto alla barca ci aspetta ancora la sorpresa
dell’incontro con un bel Longimanus che si aggira in pochi metri di
acqua! Dopo pranzo il mare calma abbastanza come predevavamo (e rimarrà
poi calmo per tutti i giorni a venire) il trasbordo sul gommone diventa
facilissimo e cosi l’immersione sul Numidia, il relitto sulla punta più
esposta, diventa fattibile senza problemi, anche la corrente si è
calmata e la discesa avviene tranquilla estatamente sulla verticale del
relitto, che esploriamo un po’ dentro e fuori, la sala macchina è
senz’altro alla portata e scenografica cos come la sommità del pennone
che, essendo lo scafo quasi in verticale lungo la parete, si perde nel
blu ma una volta raggiunto diventa un ottimo punto per osservare il
passaggio dei grossi pelagici! Rientriamo poi alti passando davanti alla
vaporiera sbalzata sul reef dell’Aida e quando siamo ormai a corto
d’aria spariamo la boetta e i gommoni accorrono a riportarci alla barca.
Dopo l’immersione ci sarebbe il tempo per uno sbarco sull’isola dove i
guardiani del faro ci accolgono sempre con grande ospitalità, infatti
rappresentiamo per loro un diversivo e poi sperano di venderci qualche
maglietta che fanno fare apposta con il logo del faro, dato il mare
calmo però nessuno di noi desidera scendere e ci godiamo il faro dalla
barca ormeggiata praticamente di fronte!
Martedì:
Ci svegliamo prima dell’alba anche oggi ma il mare è calmo, la notte è
stata tranquilla e tutti hanno dormito benissimo, abbiamo previsto il
primo tuffo ancora sul Numidia già pregustato il giorno prima ma oggi
prevedo molta corrente e l’immersione sarà impegnativa ma lo spettacolo
davvero appagante. Scendiamo poco oltre il relitto per evitare, in caso
di corrente avversa che non si può mai dire di potere prevedere
esattamente, di trovarci sparati nel blu ma facendo cosi il tempo di
scendere e siamo scaduti di decine di metri, tutti da riguadagnare “con
le unghie” attaccati al reef per riuscire ad arrivare al riparo del suo
imponente scafo! È una fatica che mette a dura prova alcuni ma ci
riusciamo, abbiamo però ancora un ultima prova da superare una volta
arrivati a ridosso dello scafo la corrente che lo scavalca tende a
tirarci giù, brutta sensazione, anche se prevedibile, che dura qualche
attimo poi finalmente siamo attaccati ai mancorrenti del relitto e ci
godiamo lo spettacolo di milioni di pesci che turbinano sopra e attorno
a noli giocando con la corrente, impensabile in queste condizioni di
aggirarci per il relitto, rimaniamo a gustarci lo spettacolo e poi
guadagnamo ancora, iparandoci dalle conformazioni del reef l’angolo in
cui la corrente spacca per poi prendere il ramo che porta verso alla
barca con altalenanti effetti (data la forza) discendenti e ascendenti
in dipendenza della conformazione della parete, una giostra insomma in
cui non riusciamo nemmeno, e non ne vale la pena, a soffermarci lungo la
parete che ci scorre velocemente fino a portarci alla barca. Dopo
colazione facciamo una nuova immersione prima di spostarci alla piccola
Brothers, qualcuno sceglie di scendere ancora sul pianoro dei volpe e
infatti li ritroverà, altri un nuovo tuffo sul Numidia per potere questa
volta con condizioni di corrente più tranquilla (ma non come il giorno
prima) esplorarlo un poco più a fondo. Dopo pranzo avviene il
trasferimento di circa un miglio della nostra barca per cambiare isola e
effettuare qui la terza immersione della giornata, scegliamo di
immergerci a partire dallo spuntone di NordOvest, tipico teatro di
incontri memorabili, al solito dobbiamo lottare un po’ contro corrente
(non fortissima) per portarci al punto in cui rompe, ci rilassiamo una
volta raggiuntolo godendo della vita frenetica che ci circonda, con
alcuni grigi che incrociano a mezzacqua e poi via verso la barca, la
merenda e poi la cena concludono la giornata, alle Brothers infatti come
a tutte le isole del parco marino le notturne sono vietate!
Mercoledì:
La prima immersione la facciamo scendendo sulla punta Nord della Small
Brothers, la corrente persiste forte da NordOvest, appena scesi abbiamo
il nostro solito bel daffare per recuperare i metri persi scendendo a
causa della corrente che ci spara via dal punto di impatrto con il reef,
al solito ci attacchiamo alle madrepore stando bene attenti a non
danneggiarle e a non tagliarci, poche decine di metri e siamo già in
ombra del dente, dietro cui ci ripariamo per guadagnare finalmente la
sommità, a quel punto siamo in perfetta direzione della corrente e con
qualche colpo di pinna possiamo portarci all’esterno nel blu e osservare
i numerosi passaggi di alcuni Squali Grigi che incrociano sopra e sotto
di noi, grazie alle nostre cariche Nitrox possiamo permetterci di stare
a goderci quello spettacolo per una decina di minuti, dopo di che
prendiamo il ramo di corrente che va verso Est abbracciando la parete e
inizia la nostra bellissima corsa senza bisogno di pinneggiare, ci
fermiamo di tanto in tanto dietro qualche formazione per osservare la
vita incredibile di questa parete, in poco tempo abbiamo già percorso
tutta l’isola e ci troviamo a SudEstin una zona di acqua calma, proprio
sopra la foresta di gorgonie, troppo basse però per scenderci in mezzo a
questo punto dell’immersione, qualche colpo di pinna e siamo sotto alle
barche dove il flusso di corrente ci regala banchi di imperatori e
qualche grigio che ci gira in mezzo. Dopo colazione scendiamo questa
volta, sempre grazie ai gommoni, direttamente sulle gorgonie e la luce
del sole che arriva dritta dritta ce le fa gustare in tutta la loro
magnificenza, è uno spettacolo bellissimo anche perchè un bel Grigio si
presta a fare da modello girandoci intorno, cerchiamo lo scatto
favorevole con le gorgonie in sottofondo e lui come protagonista,
intanto alcuni di noi sono partiti in corrente all’inseguimento di altri
Grigi che sfilano in considerevole numero (alcune decine) attorniati da
un esemplare più grosso. Rientrati al Reef ci portiamo sotto alla barca
dove speriamo di incontrare un Longimanus che abbiamo osservato
incrociare dalla barca e la nostra speranza non va delusa, ci viene
incontro e gi osserva incuriosito, cos vicino che, stoltamente, qualcuno
cerca persino di toccarlo. Risaliti alla barca è tutto un raccontare e
mostrarsi reciprocamente le foto e i filmati scattati! Dopo Pranzo
ancora un tuffo sulla punta Nord dove, dopo la consueta rampicata per
arrivare dove la corrente apre, troviamo una miriade di pesci e un
grigio che ha per compagnia una decina di Carangidi, è vero che spesso
vediamo i carangidi in compagnia di chiunque, dalle cernie ai napoleoni
ai trombetta ma questa è la prima volta che li vedo associati (cosi
tanti poi) ad un Grigio. Passa anche un Volpe alto e molto vicino a noi,
poi ci lasciamo correre lungo la parete godendoci i colori di questa che
trovo la più bella parete in assoluto dell’Egitto e quasi arrivati alla
barca incontriamo ancora la processione dei Grigi, ben tornati amici,
era tanto che non li osservavo più cosi numerosi! Appena rientrati alla
barca si salpa per la navigazione di sette ore che ci porterà ad
Elphinstone!
Giovedì:
Ci svegliamo prima dell’alba già ormeggiati ad uno dei più famosi reef
del Mar Rosso, Elphinstone, il mare continua a essere calmissimo,
prevedo assenza totale di corrente, questo vuol dire immersione
tranquillissima (e dopo le emozioni delle Brothers ci sta anche bene) ma
per contro poco “movimento” di pesce e cosi è, ne approfittiamo per
scendere sul plateau Nord e percorrerlo tutto, fino alla caduta dei 50 e
poi oltre (ovviamente stando più alti) fino a quando scende del tutto,
un punto che molto raramente si può raggiungere e in davvero molto pochi
hanno visto, ma questa è una magra consolazione, a dire il vero qualcuno
avvista e riprende quello che pare un Martello nel Blu scuro del mattino
ma, aggiunto ad un bel pinna bianca che ci passa davanti alla maschera
in risalita, non incontriamo altro di grosso, siamo tutti soddisfatti
comunque, di “roba grossa” ne abbiamo vista nei giorni scorsi a
sufficienza e ci siamo gustati finalmente con molta calma i colori
magnifici di questo reef. Dopo colazione ancora una discesa questa volta
sul plateau Sud, subito un Longimanus ci accoglie in acqua, ci tuffiamo
praticamente sopra di lui come se niente fosse ormai abituati alla sua
presenza sua e dei suoi simili (ma sarà poi bene?) , una leggera
corrente intanto si è alzata da SudOvest, in prossimità del plateau
aumenta di intensità e ci fa faticare di nuovo un po’, qualcuno scende
all’arco, qualcun altro preferisce spendere l’aria in attesa di qualche
avvistamento all’estremità del plateau, poi si rientra nuovamente alla
barca attenti ad avvistare nuovamente i Longimanus tra le barche. Dato
il tempo davvero buono senza vento ne approfittiamo per programmare una
immersione di tutto relax tra i colori ma una leggera corrente da Sud di
fatto ci rompe le uova nel paniere costringendoci a pinneggiare
nuovamente, seppure senza troppa fatica. Al termine risaliamo a bordo
per portarci a Marsa Abu Dabbab (la baia del Dugongo) dove passeremo la
notte e potremo finalmente fare un’altra notturna che si rivela davvero
bella con molti avvistamenti interessanti ma la musica della discoteca
del villaggio che si affaccia sulla baia ci tiene svegli fino alle tre!
Venerdi:
Sveglia un po’ più tardi oggi che potremo fare solo due immersioni prima
di rientrare, aspettiamo un po’ più di luce e poi via tutti in caccia
del Dugongo che spesso vedo (più facilmente quando viene su a respirare)
ma non è cosi facile da incontrare! Infatti il bottino è ricco di
Tartarughe e Squali chitarra, tutti abitanti della sua prateria , ma di
lui nessuna traccia. Dopo Colazione ci spostiamo più a Nord per
avvicinarci alla marina di Port Ghalib, dove rientreremo definitivamente
dopo pranzo, e ci immergiamo a Marsa Shona altra baia con la prateria ma
questa volta privilegiamo la ricca e colorata parete che ci regala le
ultime emozioni prima di rientrare. Intanto si è alzato un po’ il vento
e cosi il rientro lo facciamo di nuovo ballando leggermente ma è cosa di
poco conto giusto per ricordarci che il mare non è sempre cosi bello
piatto come lo è stato prevalentemente questa fortunatissima settimana! |
 |