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DAL DIARIO DI BORDO:
Bighellonare tra le madrepore in compagnia del “Vecchio
Maestro”
Di Ermanno Grassi
Ogni nuova attività ha bisogno dei suoi maestri e tra i miei più
importanti da quando ho deciso di vivere “a fondo” le immense emozioni
che poteva offrirmi il mare diventando un istruttore subacqueo c’è il
grande Antonio Carascon che iniziava allora a dare vita alla sua scuola
subacquea. Sono passati oltre15 anni e siamo cresciuti, è cresciuto
tantissimo il suo Crazy Horse, che è tra i club più attivi e numerosi,
ed è cresciuta SCUBA CRUISE, organizzazione per la quale mi occupo delle
crociere subacquee e dal momento che è cresciuto anche il nostro
entusiasmo che cosa poteva esserci di più bello che ritrovarmi in barca
con il mio vecchio maestro e con alcuni dei suoi tanti nuovi allievi e
amici subacquei in veste di ospiti?
Ecco allora una piccola cronaca di questa, per me, molto particolare
settimana di crociera:
Antonio con il suo gruppo arriva con un volo da Roma così Claudia ed io
li raggiungiamo in barca a Port Ghaleb nella serata del sabato, molti
sono già a letto a recuperare qualche ora di sonno in attesa
dell’autorizzazione a mollare gli ormeggi che ci verrà data il mattino
successivo.
Il
mattino successivo il mio “vecchio maestro” chiede subito un tuffo a
Elphinstone approfittando delle buone condizioni atmosferiche, lo
accontentiamo decidendo di effettuare la prima di ambientamento a Shona
per poi andare direttamente a Elphinstone e da li a fine giornata
partire per la navigazione notturna diretta alle Brothers anche se così
facendo allunghiamo la navigazione complessiva di 4 ore ma il capitano
con tutto l’equipaggio non ci fa pesare la cosa, fanno anzi sempre di
tutto per farci stare bene, sono davvero tutti dei bravi ragazzi molto
capaci, qui in barca con loro ci sentiamo tutti davvero protetti e
coccolati , gli ospiti infatti non mancano mai di farmi i complimenti
per la loro scelta.
Dopo un tranquilla notte di navigazione alla prima luce dell’alba
vediamo sopra le nostre teste il faro della grande Brother alla quale ci
siamo già ormeggiati durante la notte in una posizione strategica grazie
alla grande perizia del nostro capitano. I più volenterosi che si
tuffano per la prima immersione sono subito premiati dall’ incontro con
un bel Martello, foriero della grande quantità di avvistamenti di questo
elegante squalo che si verificheranno per tutta la settimana, ma
avvistano anche una coppia di squali volpe che consideriamo di casa qui!
Le
condizioni marine sono favolose, con il filo di corrente necessaria ad
animare il reef ma senza essere troppa, e mare quasi calmo dato il vento
leggero. Fa caldo, siamo oltre i 37 gradi e al chiuso dobbiamo usare
l’aria condizionata a manetta ma basta portarsi all’aperto, all’ombra
del tendalino si sta benissimo grazie alla leggera brezza asciutta che
toglie l’umidità, qualcuno, specialmente le ragazze, riesce persino a
stare in pieno sole per ottenere la tintarella perfetta, è proprio in
queste circostanze che apprezzo molto l’evoluzione che nel tempo hanno
avuto le barche da crociera, qui sul Suzanna, la barca che gestiamo
tutto l’anno, abbiamo tutti i comfort che gli anni che passano ci fanno
desiderare, se un tempo bastava un guscio di noce per barca e un sacco a
pelo per letto oggi sinceramente non saprei più rinunciare alle
comodità: aria condizionata, bagni in cabina, dissalatori che producono
acqua dolce quanto serve e gli spazi necessari per far si che ognuno
abbia a disposizione la sua situazione ideale, chi sole chi ombra, chi
silenzio e chi ascoltare musica o chiacchierare, oppure fare streching
post immersione, importantissimo per non accusare i mal di schiena
tipici della posizione inconsueta di quando siamo in assetto perfetto,
insomma a bordo del Suzanna si può fare tutto senza infastidirsi l’uno
con l’altro ma anche ritrovarsi tutti assieme per allegre merende o
serate di festa sotto le stelle.
Terza immersione della giornata sul Numidia, il relitto adagiato sulla
estrema punta Nord e per questo non sempre raggiungibile a causa del
Mare. E’ di una bellezza particolare grazie alla esagerata densità di
rosse alcionarie che la colonizzano, mentre i cuochi sono già all’opera
per prepararci la consueta Pizza della merenda!
Martedì all’alba, muoviamo verso la piccola Brother. Il primo tuffo è
sulla punta Nord, cercando di arrivare al pianoretto che si estende
verso i 25 metri e che, essendo quasi sempre battuto dalla corrente, è
teatro delle migliori apparizioni. Per fortuna le condizioni sono
ideali, onda a parte che ci fa ballare un po’ sui gommoni e una volta
tuffati la corrente vivace ma non ingestibile ci spinge verso la
spettacolare parete del reef accompagnandoci poi per tutta l’immersione
fino al punto ridossato in cui ci recupereranno i gommoni, queste sono
forse le immersioni più belle, la giusta corrente che ci porta
dolcemente, è come assistessimo alla proiezione di un film comodamente
seduti in poltrona, scorrendo lungo una meraviglia di alcionari
multicolori, gorgonie, coralli di tutti i tipi e le forme e migliaia di
anthias che colorano di rosso il reef con il passaggio senza sosta di
tonni, squaletti e squaloni animati ma non minacciosi.
Navighiamo poi tutta la notte in direzione di Daedalus e all’alba di
Mercoledì graziati da un mare come olio ci ritroviamo ancorati allo
spettacolare reef con il suo faro che si erge, pare, dall’acqua essendo
costruito direttamente sulle madrepore dove da più di cento anni aiuta
ad orientarsi i navigatori che passano di qui.
L’immersione si rivela spettacolare, tra il piacevole scorrere senza
fatica sotto ai nostri occhi dell’incantato e intatto reef animato
continuamente da nugoli di pesci, dalle castagnole presenti in quantità
impressionante che colorano l’acqua di rosso per metri ai grossi tonni
che perlustrano in formazione osservandoci con attenzione (chissà quali
pensieri faranno su di noi....) nugoli di fucilieri che fluttuano in
coro intorno a noi assumendo le più strane conformazioni di difesa dagli
attacchi dei velocissimi carangidi che tentano rapide sortite
sfruttandoci anche come diversivo, ci rendiamo conto di essere al centro
delle loro strategia, le piccole di dimensioni ma grandissimi di numero
sardine sperano che possiamo offrir loro protezione incutendo timore
(grazie alla nostra mole) ai loro predatori e i furbi carangidi che
hanno capito che per loro non siamo affatto una minaccia e anzi ci
sfruttano per portare improvvisi assalti alle loro prede nascondendosi
dietro di noi. (bello vedere come è tutto cambiato da quando non
scendiamo più con i fucili)
La
terza della giornata abbiamo la fortuna di incontrare un martello appena
tuffati dal gommone, poi proseguiamo verso la barca un po’ distanti dal
reeef ma sempre con la parete a vista tra i fucilieri che con la loro
presenza e i loro movimenti ci segnalano la possibilità di incontrare
qualcosa di emozionante che però tarda ad arrivare. Ci portiamo a
ridosso della parete per riprendere una tranquilla tartaruga e poi
riprendiamo a nuotare lentamente verso la barca, arrivati quasi sotto
allo scafo ecco che finalmente ci appare la sagoma di un Longimanus,
tutte le videocamere puntate verso di lui che ci gira un po’ intorno
curioso e poi si allontana per poi tornare ancora in compagnia di un
amico, incrociando nei pressi della nostra barca a lungo fino a che,
mano mano che finiamo l’aria, rientriamo tutti a bordo.
La
notte poi i longimanus continueranno a gironzolare nei pressi della
nostra barca forse attirati dalle luci, ci stancheremo prima noi di
guardarli che loro di girarci attorno.
Il
mattino dopo abbiamo tutti un unico desiderio, quello di vedere più da
vicino il gruppo di Martelli che abbiamo appena intravisto il mattino
prima. Per questo ci alziamo che è ancora quasi buio e iniziamo subito i
preparativi, c’è solo un altra barca ancorata ma non vogliamo correre il
rischio di svegliarli perchè desideriamo scendere in acqua per primi.
Sarà un caso, sarà il premio per questo impegno fatto sta che per una
volta essere così mattinieri ci ha ripagato, buttandoci sempre un po’
staccati dalla parete questa volta incontriamo da vicino un bel gruppo
di Martelli che ci girano intorno per buona parte dell’immersione
ripagandoci di tanto impegno.
Nel
pomeriggio dopo l’immersione tutti a bordo e si parte per rientrare più
vicini alla costa, la navigazione è comunque fortunatamente tranquilla
grazie al mare calmo e approdiamo ai reef di Abudabbab in tempo per una
notturna prima di cena, la serata di festa tradizionale dell’ultima
notte in mare conclude l’intensa giornata con canti e balli poesie e
barzellette fino a ora tarda, proclamiamo anche la Miss e il Mister
Suzanna 1 con tanto di fascia celebrativa in rigorosa carta igienica; in
verità tutti si aspettavano l’elezione come Mister di Hulk come
scherzosamente chiamavamo Ale, che è stato Mister Olimpia e campione del
mondo di culturismo, anche lui a bordo tra i sub affezionati del Crazy
Horse ma, forse per piaggeria, il titolo è stato assegnato a Sharif,
amatissima guida Egiziana bravissimo a individuare i tanti Martelli che
sono stati avvistati e che insieme all’ irresistibile Danilo formavano
la coppia di guide ufficiali della settimana. Come Miss invece è stata
proclamata Claudia, forse perchè dal momento che compiva gli anni un
altro membro del Crazy Horse, Pier, di professione parrucchiere di grido
a Roma, l’ha acconciata con tale maestria da renderla irresistibile, in
ogni caso tutto questo l’ha resa molto felice.
Ma
domani ci aspetta Elphinstone, forse sarebbe meglio andare a dormire!
Ed
eccoci finalmente all’alba del giorno dopo a Elphinstone, ancora mare
calmo, qualcuno abituale frequentatore del Mar Rosso dice che così
tranquillo Elphinstone non l’ha mai visto altri che lo conoscono solo di
fama si chiedono cosa avrà mai di tanto difficile per essere così
temuto..... Ma così è il mare, come la montagna e la natura in genere,
il loro fascino è anche dovuto all’essere così, totalmente fuori dal
nostro controllo!
Oggi Elphistone è una buona mamma e ci coccola offrendosi a noi senza
incuterci timore, bellissime come sempre le sue pareti e i suoi plateau
così ricchi di colore, basta provare a fare senza fretta una
bighellonata lungo la sua parete ovest rigorosamente nei primi 10/15
metri per capire cosa può offrire il mar Rosso e quanto sia unica di
questo mare la stupefacente bellezza di pesci e coralli, uno spettacolo
che, quando ci sono queste condizioni, è veramente alla portata di
tutti..... Comunque si, ci sono stati anche un paio di avvistamenti ma
credo sia imperdonabile trascurare queste pareti per inseguire una
macchia nel blu.........
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